Falciano del Massico, trovata morta sull’uscio di casa con la testa fracassata

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FALCIANO DEL MASSICO – Una donna di 63 anni è stata rinvenuta senza vita all’ingresso della sua abitazione. L’allarme è stato dato da una vicina che alla vista del corpo a terra di Concetta Salomone, 63 anni, pensionata, ha chiamato i soccorsi. Quando il personale del 118 è giunto sul posto non ha potuto fare altro che constarne il decesso.

Ferite alla testa e al viso

La donna aveva diverse ferite alla testa e al viso. Successivamente sul posto, in via Castellucccio nei pressi di piazza San Pietro, sono giunti i carabinieri. Terminate le prime ricognizioni legali sul cadavere della donna, la salma è stata trasferita presso l’Istituti di Medicina legale dell’osperdale di Caserta su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Sentiti il marito della vittima e un figlio

“Rinvenimento cadavere” è la fredda dicitura apposta sul fascicolo inviato in Procura. I rilievi sul posto invece sono stati eseguiti dalla quinta sezione investigativa del Reparto operativo di Caserta. Gli investigatori hanno sentito il marito, Aquilino Serao, e uno dei figli della coppia, Enrico Serao, l’unico che vive a Falciano visto che altri tre vivono fuori paese.

Trovato un fazzoletto intriso di sangue

Massimo riserbo sulle indagini da parte dei carabinieri che nel corso dei rilievi sulla scena della tragedia hanno rinvenuto un fazzoletto intriso di sangue. In un primo momento si è pensato che fosse stato utilizzato dai soccorritori giunti sul posto ma successivamente è emerso che non era stato utilizzato dai sanitari. E’ stato sequestrato e acquisito ai reperti trovati sul luogo in cui la 63enne è stata rinvenuta.

I soccorritori hanno trovato il marito a letto

Il ritrovamento del cadavere è stato effettuato intorno alle 3.30 di ieri mattina. Stando ad alcune voci trapelate in ambienti investigativi, il marito della donna era a letto. Sarebbe stato svegliato dai soccorritori.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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