FIGC: ricavi record, ma le tasse azzerano l’utile

85
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Il consiglio federale della Federcalcio ha approvato il bilancio consuntivo 2025, a meno di un mese dalle elezioni per la nuova governance. Dall’analisi dei conti sono emersi due dati principali: un utile netto di soli 146mila euro e un fatturato record per un anno senza grandi eventi, che ha raggiunto i 214,3 milioni.

La cifra dell’utile è stata fortemente condizionata dal carico fiscale. La FIGC ha infatti versato imposte di periodo per 13,8 milioni di euro, una somma considerevole dovuta alla scadenza della norma che consentiva alle federazioni la detassazione degli utili reinvestiti in attività socialmente rilevanti. Di conseguenza, quasi tutto il margine operativo è stato destinato al Fisco.

Il dato sui ricavi conferma invece un trend di crescita consolidato. I 214,3 milioni rappresentano il valore più alto mai registrato in un’annata priva di manifestazioni come Europei o Mondiali. Soltanto in due occasioni la Federazione ha ottenuto risultati migliori: nel 2021, anno del trionfo continentale, con un picco di 230 milioni, e nel 2024 con 224 milioni, entrambi anni caratterizzati dalla partecipazione della Nazionale agli Europei.

Questa performance è il frutto di una strategia commerciale che ha visto crescere il giro d’affari legato alla maglia azzurra, specialmente dopo l’internalizzazione dell’attività gestita dall’area revenue a partire dal 2019. Analizzando i cicli, i ricavi da sponsor e pubblicità sono passati da una media di 36 milioni annui nel quadriennio 2015-2018 ai 48 milioni del periodo 2019-2022.

Il balzo più significativo si è registrato nel ciclo iniziato nel 2023, con una media che ha superato i 70 milioni annui. Nonostante un fatturato in costante aumento, il sistema continua a subire i danni derivanti dai risultati sportivi negativi, in particolare l’assenza dalla fase finale della Coppa del Mondo dal 2014.

La mancata qualificazione a tre edizioni consecutive del Mondiale ha generato una perdita stimata di circa 100 milioni di euro, tra premi FIFA non incassati, riduzioni contrattuali e mancate opportunità commerciali. Proprio per questo, il segretario generale ha presentato una revisione della gestione economico-finanziaria alla luce dell’esclusione dal Mondiale 2026.

La FIGC ha quindi deliberato un piano di contenimento dei costi per mettere in sicurezza i conti. L’obiettivo è ridurre la perdita prevista per il 2026 entro un milione di euro, un netto miglioramento rispetto al deficit di 6,6 milioni ipotizzato nel documento previsionale di inizio anno.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome