La Federazione Italiana Giuoco del Calcio è al centro di un complesso scontro istituzionale. Al vaglio c’è la legittimità dell’elezione di Giovanni Malagò in un ruolo federale, che sarebbe avvenuta senza il requisito formale del “tesseramento”. La questione ha aperto la strada a una possibile nomina di un commissario da parte del CONI, un’ipotesi che sta generando forti tensioni nel mondo dello sport italiano e internazionale.
A intervenire sulla vicenda è stato il presidente dell’UEFA, Aleksander Čeferin. In una dichiarazione, ha espresso pieno sostegno all’autonomia delle federazioni calcistiche, un principio difeso anche dalla FIFA. Čeferin ha avvertito che un commissariamento della FIGC potrebbe mettere a serio rischio l’organizzazione congiunta di Euro 2032 con la Turchia. Anche il Comitato Olimpico Internazionale, di cui Malagò è membro, ha manifestato sorpresa per una diatriba che coinvolge una figura di grande credibilità.
La risposta del CONI non si è fatta attendere. L’organo di governo dello sport italiano, attraverso un suo rappresentante, ha replicato che la sua azione si limita all’applicazione delle regole dell’ordinamento sportivo. È stato richiamato il precedente del 2017, quando lo stesso CONI, allora presieduto da Malagò, commissariò la FIGC in seguito alla crisi aperta dalle dimissioni di un dirigente. Il Comitato Olimpico ha quindi ribadito di agire nel pieno rispetto del proprio perimetro, respingendo ogni accusa di pressione esterna.
Sul fronte politico, il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha escluso categoricamente qualsiasi forma di ingerenza governativa. Ha definito la questione un tema puramente sportivo, di competenza esclusiva del CONI, il cui compito è far rispettare le norme se ritiene che non siano state seguite. Abodi ha inoltre cercato di rassicurare sul futuro di Euro 2032, affermando che il lavoro organizzativo sta procedendo in stretta sinergia con UEFA, FIGC e istituzioni locali, senza alcun rallentamento.
Lo stallo rimane quindi totale. L’elezione di Malagò resta in discussione e il futuro della governance del calcio italiano è sospeso in attesa delle prossime mosse. La decisione finale spetterà alla Giunta del CONI, che sarà chiamata a deliberare sull’eventuale commissariamento. La FIGC si trova così in un delicato equilibrio, tra la difesa della propria autonomia sostenuta dagli organi internazionali e l’applicazione delle normative rivendicata dal CONI.







