L’avventura di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina si è ufficialmente conclusa. La società viola ha comunicato la decisione di interrompere il rapporto con il tecnico, una scelta maturata dopo un periodo di risultati non in linea con le aspettative del club. Questo esonero ha aperto formalmente la fase di successione, con la dirigenza chiamata a individuare un nuovo profilo per il prosieguo della stagione.
La direzione sportiva, guidata da Fabio Paratici, si è messa subito al lavoro per vagliare le opzioni disponibili, con l’intento di trovare una figura capace di dare una scossa immediata all’ambiente. Fin da subito è emersa la volontà di non accontentarsi di una soluzione tampone, ma di cercare un allenatore in grado di costruire un progetto solido e di rilanciare le ambizioni della squadra.
Secondo le indiscrezioni emerse, il sogno nel cassetto del direttore sportivo portava un nome di altissimo profilo: Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli era considerato il candidato ideale per avviare un nuovo ciclo vincente, grazie al suo carisma e alla sua comprovata abilità nel trasformare le squadre che guida. Il suo ingaggio avrebbe rappresentato un segnale fortissimo al campionato e un investimento di enorme portata per il futuro.
Tuttavia, la pista che conduceva al tecnico salentino si è rivelata impraticabile. Gli ostacoli principali erano di natura economica e progettuale. L’ingaggio richiesto da Conte e dal suo staff, unito alle necessarie garanzie su un mercato di primo livello, si sono scontrati con le attuali strategie di bilancio della società. La dirigenza ha quindi deciso di non avviare neppure una trattativa formale.
Accantonata la suggestione, il club ha esplorato altre piste ritenute più realistiche. Tra i profili valutati sono rientrati anche quelli di Thiago Motta, apprezzato per la sua filosofia di gioco moderna, e di Igor Tudor, un tecnico noto per il suo carattere forte. Entrambi rappresentavano alternative valide, ma con caratteristiche e approcci differenti.
Alla fine, dopo un’attenta analisi, la scelta è ricaduta su Paolo Vanoli. La decisione è stata guidata principalmente da considerazioni di carattere tecnico e dalla sua conoscenza dell’ambiente viola, elementi che dovrebbero garantire un inserimento più rapido. Il suo è un ritorno, un fattore che la società ha considerato strategico per assicurare continuità e ripartire senza i tempi di adattamento richiesti da un allenatore nuovo.
I contatti tra la Fiorentina e l’entourage del tecnico sono ormai in fase avanzata e la chiusura dell’accordo appare imminente. Manca solo l’annuncio ufficiale per formalizzare il suo ritorno sulla panchina gigliata. A lui spetterà il compito di raccogliere l’eredità lasciata e di invertire subito la rotta in campionato.








