Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, ha analizzato con lucidità la prestazione della sua squadra dopo la sconfitta subita contro il Genoa. Il tecnico non ha cercato alibi, puntando il dito contro un avvio di gara problematico ma trovando anche spunti positivi da cui ripartire per il futuro.
“Abbiamo sbagliato completamente l’approccio”, ha ammesso Vanoli. “Dobbiamo ancora diventare squadra, capire la situazione e il contesto in cui andiamo a giocare. Nel primo tempo abbiamo giocato troppo piano”. Un’autocritica netta che coinvolge tutto il gruppo, ma della quale l’allenatore si è assunto la principale responsabilità: “Sono stato io a non far capire ai giocatori dove fossimo e l’importanza della partita”.
Nonostante l’inizio difficile, la reazione c’è stata. Per Vanoli si è trattato di uno “schiaffo di salute”, una lezione che servirà a crescere. “Guardiamo le cose positive, abbiamo avuto una bella reazione”, ha proseguito. “Sappiamo reagire. Ora dobbiamo imparare a gestire meglio il pallone dopo aver segnato e, soprattutto, dobbiamo prendere meno goal”.
Il lavoro impostato nelle scorse settimane è proiettato sul lungo periodo. “Quando lavori lo fai anche in prospettiva futura, ho usato questo tempo per inserire il mio metodo”, ha spiegato il tecnico, consapevole che per una squadra giovane il percorso di crescita richiede pazienza e passaggi a vuoto. Le scelte tecniche sono state una conseguenza della strategia: Njie è entrato perché “è l’unico che attacca la profondità”, mentre Pongracic non è una riserva ma un giocatore che sta ritrovando la forma, con Viery che ha fatto molto bene e garantiva l’uso del piede mancino.
Il messaggio più forte, però, è stato indirizzato ai talenti emergenti. “Ci sono dei giocatori come Oulai e altri che devono capire il calcio italiano, ma se non giocano non lo capiscono. Si cresce solo con l’esperienza”, ha affermato Vanoli. Il riferimento a Mastantuono è stato diretto e formativo: “Franco è un giocatore importante e non si deve lamentare, è così che si diventa il migliore. Devi imparare a gestire il tuo status”. Un monito chiaro, che suona come un invito a trasformare il potenziale in eccellenza attraverso il sacrificio e l’atteggiamento giusto.






