Fognini incorona Cobolli: “Ora pensa da top player”

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Sport tennis
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Fabio Fognini ha seguito con grande partecipazione il percorso di Flavio Cobolli al Roland Garros, osservandolo dalla tribuna non solo come amico, ma nella sua nuova veste di agente. Cobolli è infatti il primo tennista messo sotto contratto dalla Back To Next, l’agenzia fondata da Fognini con Giuseppe Marzo.

Analizzando la finale, l’ex numero uno italiano ha parlato di un match “strano”. “Nel primo set è successo quello che mi aspettavo: era molto teso, andava di fretta e ha commesso errori”, ha spiegato. Nonostante le occasioni e gli sbagli da entrambe le parti, il bilancio è decisamente positivo: “Quello che mi porto via è che il livello c’è”. Secondo Fognini, nel quinto set è subentrata soprattutto la stanchezza mentale, conseguenza delle intense due settimane di torneo.

Fognini ha voluto inoltre sottolineare il valore dimostrato dal suo assistito sulla terra battuta, replicando a chi ha definito fortunato il suo cammino nel tabellone. “Quando hai l’occasione devi essere bravo a sfruttarla, e lui lo è stato”, ha affermato con convinzione.

Adesso per Cobolli inizierà la parte più difficile. Il consiglio di Fognini è di procedere con calma, curare la programmazione e avere il coraggio di puntare in alto. “Quando arrivi lì, poi vuoi restarci. La difficoltà è che improvvisamente tutti si aspettano qualcosa da te, e soprattutto inizi ad aspettartelo tu stesso”, ha avvertito. L’imperativo è non sentirsi obbligato a vincere, ma continuare a lavorare e lottare.

Il loro legame è nato nel 2020 a Roma. Fognini, nella fase finale della sua carriera, si allenava spesso nella capitale e notò due giovani promettenti: Flavio Cobolli e Matteo Gigante. Di Flavio lo colpì subito l’atteggiamento combattivo: “Uno che in campo era cattivo agonisticamente, che correva, lottava. Mi ricordava un po’ me stesso”.

Anche fuori dal campo, Fognini rivede alcune sue caratteristiche nel giovane tennista. “È uno duro, competitivo, ma ha anche un lato molto umano. È un bel ragazzo, ha un bel sorriso”, ha descritto, aggiungendo che forse Cobolli è “meno arrabbiato” di quanto non fosse lui alla stessa età. Vederlo in finale, ha confessato, lo ha molto emozionato.

Un risultato del genere cambia inevitabilmente la vita di un atleta, soprattutto nel tennis moderno, ricco di opportunità commerciali. “Cambia la percezione che gli altri hanno di te”, ha detto Fognini. Cobolli dovrà imparare a convivere con aspettative più alte. L’obiettivo fissato è ambizioso: “In questo momento Sinner e Alcaraz sono un gradino sopra tutti. Però dietro di loro c’è spazio. Tra il quarto e il decimo posto del ranking c’è margine e Flavio può stare in quel gruppo”.

Il suggerimento più importante che gli ha dato è stato di “iniziare a ragionare come un grande giocatore”, ovvero imparare a scegliere i tornei strategicamente per rendere al massimo. Riguardo al proprio futuro, Fognini non esclude un giorno di allenare, ma per ora si gode la famiglia. Ha anche espresso ammirazione per Stefano Cobolli, padre e coach di Flavio: “Sta facendo un grande lavoro, ma non è affatto facile. Io non ci riuscirei”.

La celebrazione per la finale parigina è stata sobria: pizza e birra. Una scelta che ha divertito Fognini, che ha chiosato con una battuta: “Se avessi giocato una finale Slam io, chissà dove mi avrebbero trovato…”.

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