Forza Italia, tregua a tempo: in Campania fughe in vista

Senza Berlusconi al Quirinale ci sarà lo strappo. Per ora tutti tacciono. Intanto il Cav chiede ai suoi di evitare polemiche con Fdi e Lega

Il centrodestra così come strutturato negli ultimi anni sembra arrivato a data di scadenza, a meno che non lo si impacchetti di nuovo. I leader di Fdi Giorgia Meloni e della Lega Matteo Salvini puntano alla leadership destrorsa e, benché intenzionati a negare l’evidenza, se le suonano di santa ragione pur di primeggiare. I primi all’opposizione del governo Draghi, i secondi in maggioranza con Forza Italia ad occupare scranni ministeriali nel governo di tutti. E’ proprio il numero uno degli azzurri a dare un ultimatum agli alleati. Silvio Berlusconi è l’artefice della tregua a tempo interna alla coalizione, la situazione attuale ha ragion d’essere fino all’elezione del presidente della Repubblica, dopodiché se il cavaliere non otterrà la ‘promozione’ che lo porterà al Colle, Fi abbandonerà gli alleati mettendo a rischio quella che al momento sembra una vittoria del centrodestra più che probabile alle prossime Politiche. A nulla sono valse le prese di posizione dei suoi, i ministri Maria Stella Gelmini, Renato Brunetta e Mara Carfagna che spingono a riguadagnare la fiducia dei cittadini dissociandosi dalla linea populista e sovranista di Meloni e Salvini, Berlusconi vuole aspettare tant’è che ha richiamato tutti all’ordine a Roma e sui territori. In Campania il partito è diviso in più correnti che non vedono l’ora di tornare a farsi la guerra, ma la resa dei conti è rimandata. Tre i tronconi azzurri: l’area ‘filogovernativa’ capitanata dalla Carfagna che può contare sui parlamentari Paolo Russo, Gigi Casciello, Marzia Ferraioli ed Enzo Fasano; l’area che fa capo al vicepresidente Antonio Tajani composta dall’eurodeputato Fulvio Martusciello e Stefano Caldoro che vorrebbero un cambio ai vertici del partito campano e l’area composta dal coordinatore regionale Domenico De Siano, dal deputato Antonio Pentangelo e da Luigi e Armando Cesaro che restano vicini a Berlusconi, ma iniziano ad essere insofferenti rispetto alle strategie degli altri capibastone. Tutti in posizione attendista. Perché i mesi passeranno e indipendentemente dalle sorti del loro leader torneranno a recriminare qualcosa tra loro e anche con gli alleati. Se l’accordo tra i tre leader aprirà le porte del Colle a Berlusconi il centrodestra sarà unito alle prossime Politiche. Ma anche se Salvini e Meloni saranno di parola l’alleanza e il centrodestra nazionale saranno salvi, ma in Campania Fi potrebbe frammentarsi ulteriormente e vedere la fuoriuscita di diversi azzurri storici. Se, invece, Meloni e Salvini scaricheranno il cavaliere nel momento clou, la posizione in campo di Fi dovrebbe cambiare e spostarsi e andare ad occupare l’area di centro. Del resto anche Matteo Renzi, leader di Iv e Carlo Calenda di Azione spingono per creare un campo largo di moderati, riformisti e liberali e con Berlusconi in qualche modo hanno già avuto a che fare durante gli anni del patto del Nazareno. In questo caso vincerebbe la linea che fin da oggi sposano i forzisti ‘ministeriali’, quella che per Berlusconi rappresenta il piano b.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome