Fuga a Cercola, 17enne al volante di un suv: passeggero lancia una pistola pronta a sparare. Un arresto

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CERCOLA – Una notte di follia e alta tensione quella appena trascorsa alle porte di Napoli, dove una manovra spericolata ha dato il via a un inseguimento da film, culminato con il recupero di un’arma da fuoco pronta a sparare e l’arresto di un giovane incensurato. Teatro della vicenda le strade di Cercola, trasformate per interminabili minuti in un circuito di terrore.

Tutto ha inizio nella tarda serata di ieri, 18 giugno 2026. Un suv di grossa cilindrata percorre a velocità sostenuta via Matilde Serao. Giunto all’incrocio con via Argine, il veicolo inchioda improvvisamente. Una frenata violenta, che lascia sull’asfalto il segno nero e stridente degli pneumatici, un urlo di gomma bruciata che lacera il silenzio della sera. Una scena che non sfugge a una pattuglia dei Carabinieri della locale tenenza, distante solo poche decine di metri. I militari, intuito il potenziale pericolo, non esitano un istante: ingranano la marcia e si dirigono verso il suv per un controllo.

Ma il conducente non ha alcuna intenzione di fermarsi. Anziché accostare, con una manovra tanto rapida quanto scellerata, innesta la retromarcia e fugge a ritroso lungo via Serao, per poi imboccare via Aldo Moro completamente contromano, sfidando la sorte e la sicurezza di chiunque si trovasse sulla sua strada. Scatta così l’inseguimento. La gazzella si lancia alle calcagna del suv, mentre dalla centrale operativa vengono allertate altre pattuglie in zona per creare una rete e chiudere ogni via di fuga.

La corsa prosegue per centinaia di metri, tra sorpassi azzardati e curve al limite. Arrivati in via don Minzoni, accade il fatto più allarmante. Dal finestrino del lato passeggero, un braccio si protende e lancia un oggetto scuro che atterra con un tonfo metallico sul selciato. I Carabinieri non perdono la concentrazione, continuando a tallonare i fuggitivi ma segnalando il punto esatto della caduta ai colleghi.

La fuga, ormai, ha le ore contate. Dopo poche centinaia di metri, grazie a una manovra a tenaglia perfettamente coordinata con le altre gazzelle sopraggiunte, i militari riescono a sbarrare la strada al suv, costringendolo a una brusca e definitiva fermata.

Una volta bloccati e messi in sicurezza, l’identità degli occupanti delinea un quadro inquietante. Alla guida c’è un ragazzo di appena 17 anni, un volto già noto negli archivi delle forze dell’ordine. Al suo fianco, il passeggero che si è disfatto dell’arma: un 24enne, incredibilmente incensurato. Sui sedili posteriori siede un terzo giovane, un 19enne, anche lui senza precedenti penali.

Mentre i tre vengono identificati, un’altra squadra di Carabinieri recupera l’oggetto lanciato dal finestrino. È una pistola semiautomatica calibro 7,65, perfettamente funzionante. Ma il dettaglio che gela il sangue è che l’arma aveva un proiettile in canna e il cane alzato: era, a tutti gli effetti, pronta per fare fuoco. Un’arma letale, che avrebbe potuto sparare in una frazione di secondo.

Per il 24enne, autore del lancio, sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Poggioreale. Il conducente minorenne è stato invece denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Ora le indagini proseguono per fare piena luce sulla vicenda: perché tre giovani, di cui due incensurati, viaggiavano con una pistola carica e pronta all’uso? Stavano andando a compiere una rapina? Un agguato? Domande a cui i Carabinieri della compagnia di Torre del Greco cercheranno di dare una risposta, mentre la città si interroga sull’ennesimo episodio di violenza e illegalità che ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

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