Fiamme tossiche ad Acerra, incastra un 68enne in bici: arrestato per il rogo di rifiuti

213

ACERRA – Un pomeriggio di apparente quiete squarciato da una colonna di fumo denso e nero, visibile a chilometri di distanza. È lo scenario che si è presentato ieri ai Carabinieri della stazione locale, impegnati in un servizio di perlustrazione del territorio. Una scena, purtroppo, fin troppo familiare in queste campagne martoriate. Siamo in via Volturno, un’area rurale a ridosso dei Regi Lagni, un tempo canali borbonici di bonifica e oggi simbolo di un degrado ambientale contro cui si combatte una battaglia quotidiana. Qui, qualcuno aveva deciso di trasformare un angolo di terra in una discarica a cielo aperto e, successivamente, in un inceneritore illegale.

Le fiamme, alimentate da un vento leggero, stavano divorando un cumulo eterogeneo di rifiuti speciali e pericolosi. Pneumatici fuori uso, guaine bituminose, scarti di plastica e immondizia di ogni genere bruciavano lentamente, sprigionando nell’aria diossine e altre sostanze tossiche. Un odore acre e velenoso aveva già saturato l’area, ennesimo sfregio a un territorio che porta le cicatrici profonde della “Terra dei Fuochi”. I militari, giunti rapidamente sul posto, hanno immediatamente messo in sicurezza la zona e richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per domare il rogo prima che potesse estendersi ulteriormente.

Ma l’intervento non si è limitato a spegnere l’incendio. La priorità era dare un volto e un nome al responsabile di quell’atto criminale. La svolta è arrivata grazie alla tecnologia. L’intera area, infatti, è monitorata da un sistema di videosorveglianza installato dal Comune, un deterrente fondamentale nella lotta all’abbandono e alla combustione illecita di rifiuti. I Carabinieri hanno acquisito le registrazioni delle telecamere e, analizzando i filmati, hanno ricostruito l’intera sequenza. Le immagini, nitide e inequivocabili, mostravano un uomo, apparentemente anziano, che con calma e metodicità alimentava il fuoco, gettando tra le fiamme altro materiale di scarto. Una volta compiuta la sua opera di distruzione, l’uomo si è allontanato con la stessa tranquillità, inforcando una bicicletta e pedalando via, forse convinto di aver agito indisturbato.

Con una descrizione precisa del soggetto e del suo mezzo, per i militari è stato un gioco da ragazzi rintracciarlo. Le pattuglie hanno setacciato le strade circostanti e, poco distante dal luogo del reato, hanno individuato e bloccato il piromane. Si tratta di un uomo di 68 anni, residente in zona. Messo di fronte all’evidenza delle immagini, non ha potuto negare le proprie responsabilità. Per lui sono scattate immediatamente le manette con la pesante accusa di combustione illecita di rifiuti, un reato previsto dal Testo Unico Ambientale che prevede pene severe. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 68enne è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa del processo che dovrà giudicare la sua condotta. Un arresto che riaccende i riflettori su un fenomeno che non conosce età né classe sociale, e che conferma l’importanza della sinergia tra controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e l’uso di strumenti tecnologici per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome