Fuga dai domiciliari in auto con la compagna: il goffo nascondiglio non basta, arrestato 53enne

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CANCELLO ED ARNONE (CE) – Una fuga breve e maldestra, terminata con le manette ai polsi. Credeva di poter violare gli arresti domiciliari e farla franca, magari confondendosi tra le auto in una normale mattinata di traffico. Ma il suo tentativo di nascondersi alla vista dei Carabinieri, accovacciandosi nell’abitacolo della vettura guidata dalla compagna, si è rivelato un buco nell’acqua. Per un 53enne napoletano, già gravato da pesanti indizi per atti persecutori, la libertà è durata solo pochi istanti, prima di essere nuovamente assicurato alla giustizia.

Il tutto si è consumato nella tarda mattinata di ieri, 4 ottobre, lungo le strade di Cancello ed Arnone. L’uomo, che avrebbe dovuto trovarsi ristretto agli arresti domiciliari presso una struttura del territorio, ha deciso di evadere. Una scelta che lo ha portato a salire a bordo di una Citroën C3, con al volante la propria compagna. Forse un’uscita per sbrigare una commissione, forse solo un momento per assaporare una libertà negata, ma il destino ha voluto che la sua strada incrociasse quella di una pattuglia della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Casal di Principe, impegnata in un servizio di controllo del territorio.

Alla vista dell’auto di servizio, l’istinto ha preso il sopravvento. Secondo la meticolosa ricostruzione degli inquirenti, il 53enne ha immediatamente tentato di rendersi invisibile. Con un movimento rapido, si è rannicchiato all’interno dell’abitacolo, probabilmente sul tappetino del lato passeggero, sperando che l’occhio esperto dei militari non notasse la sua presenza. Un gesto che, invece di sortire l’effetto sperato, ha insospettito ancora di più la pattuglia. Mentre l’uomo si nascondeva, la donna alla guida non ha accostato. Al contrario, ha proseguito la marcia per circa un chilometro e mezzo, in un palese quanto vano tentativo di seminare i Carabinieri che, a quel punto, si erano già messi alle loro calcagna.

La breve corsa si è conclusa poco dopo, quando i militari sono riusciti a bloccare la Citroën e a procedere al controllo. Una volta fermato il veicolo, per l’uomo non c’è stato più nulla da fare. Identificato senza ombra di dubbio, per lui è scattato l’arresto in flagranza di reato per evasione.

L’uomo era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari poiché ritenuto, allo stato attuale delle indagini, gravemente indiziato del reato di atti persecutori, un crimine che denota una spiccata pericolosità sociale. Dopo le formalità di rito presso la caserma della Compagnia di Casal di Principe, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato ricollocato nella stessa struttura da cui era evaso, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Questo episodio, sottolineano dal Comando dell’Arma, non è un caso isolato ma si inserisce nel quadro dei quotidiani e capillari servizi di controllo, finalizzati proprio a verificare il puntuale rispetto delle prescrizioni imposte a chi è sottoposto a misure cautelari o restrittive. Un’attività di prevenzione e repressione che mira a garantire la sicurezza dei cittadini e l’effettività dei provvedimenti giudiziari. La posizione dell’arrestato resta ora al vaglio della magistratura, che dovrà accertarne la responsabilità nel corso del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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