Funivia, iniziate le operazioni di rimozione della cabina. A breve la sentenza a Tel Aviv su Eitan

Si è aperta oggi una settimana decisiva per l'indagine sulla strage del Mottarone del 23 maggio, quando 14 persone hanno perso la vita per il crollo della cabina numero 3.

Foto Piero Cruciatti / LaPresse

MILANO – Si è aperta oggi una settimana decisiva per l’indagine sulla strage del Mottarone del 23 maggio, quando 14 persone hanno perso la vita per il crollo della cabina numero 3. E proprio questa cabina sarà rimossa dalla vetta con l’aiuto dei vigili del fuoco del Comando provinciale del Verbano Cusio Ossola: le operazioni di messa in sicurezza, imbragatura e taglio sono iniziate questa mattina. Nelle scorse settimane un’ottantina di abeti erano stati tagliati proprio per facilitare le operazioni.

La rimozione fa parte dell’incidente probatorio iniziato il 22 luglio, che prevede l’analisi delle parti della cabina, che va però spostata con l’aiuto degli elicotteri. Se inizialmente sembrava che giovedì potesse essere la data della rimozione definitiva, nel corso della giornata il cronoprogramma è stato rivisto: una riunione tra periti, consulenti e vigili del fuoco in tribunale martedì potrebbe stabilire la data definitiva. Secondo fonti della procura si parla di 7-10 giorni, una data simile a quella fornita dal capo del collegio peritale in vetta nella giornata di lunedì. I vigili del fuoco, più cautamente, parlano della fine del mese: la settimana decisiva potrebbe essere, addirittura, quella del 25 ottobre.

“Quello di oggi è un primo passo, senza le operazioni e lo spostamento non si può iniziare l’analisi della cabina. Esprimiamo soddisfazione per il lavoro fatto: tutti i soggetti coinvolti hanno continuato a lavorare in questi mesi per arrivare a iniziare le operazioni di rimozione” ha detto la procuratrice di Verbania Olimpia Bossi. “Si era detto che la rimozione sarebbe avvenuta prima dell’inverno e ora ci siamo quasi” chiosa Bossi, spiegando che c’è soddisfazione anche per la “collaborazione creatasi tra periti, consulenti delle parti e vigili del fuoco”. Tra i legali delle parti si avverte un po’ di impazienza per un’operazione “attesa da tempo”. Il meteo sarà comunque determinante: in caso di piogge e nubifragi sarà impossibile far alzare l’elicottero.

Intanto si sono concluse le udienze al tribunale di Tel Aviv sul caso del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla strage, conteso tra la famiglia paterna in Italia e quella materna in Israele. Il Tribunale potrebbe decidere “entro un paio di giorni” se Eitan debba rientrare in Italia in base alla Convenzione dell’Aja: è quanto si aspettano i legali che assistono la famiglia del bambino. La sentenza dovrebbe comunque arrivare entro due settimane al massimo: il nonno materno Shmuel Peleg, che ha portato Eitan in Israele senza il consenso della zia paterna Aya Biran, sua tutrice, è indagato in Italia per sequestro di persona. Nessuna risposta invece ancora sul ricorso al Riesame della procura di Verbania nei confronti dei due indagati Enrico Perocchio e Luigi Nerini, scarcerati pochi giorni dopo la strage e rimasti in libertà. La procuratrice Bossi ha chiesto invece per loro la misura cautelare del carcere: si attende la decisione dei giudici.

Di Camilla Cupelli

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