NAPOLI – Torna a salire la tensione nel quartiere Fuorigrotta: l’ombra di una nuova faida si allunga tra le strade di Napoli Ovest. Il clan emergente dei Maiorino si prende il quartiere Fuorigrotta, piazzando le proprie bandiere in zone un tempo blindate. La consorteria criminale ha dato il via a una strategica e aggressiva espansione interna, partendo dalla roccaforte di Bagnoli.
Da Bagnoli il gruppo si è spostato a Fuorigrotta approfittando del vuoto di potere generatosi negli ultimi mesi nella zona. L’avanzata è stata favorita in particolare dall’assenza della cosca egemone dei Troncone, storici leader del quadrante flegreo. Il gruppo Troncone è apparso visibilmente indebolito, stretto nella morsa delle inchieste giudiziarie e di decine di arresti eccellenti. Quasi scomparso dal territorio. Ma non si è trattato solo di una fortunata coincidenza temporale per la fazione che sta provando a ridisegnare la mappa. I Maiorino hanno approfittato anche della parentela eccellente con gli stessi Troncone, sfruttando legami di sangue per non trovare ostacoli. Questo passaporto familiare ha permesso loro di avanzare verso Fuorigrotta e Cavalleggeri d’Aosta, allargando a dismisura il proprio raggio d’azione. Ma in questo modo ora si sono messi contro gli altri clan di Bagnoli e Fuorigrotta, rompendo vecchie e consolidate alleanze.
L’azione dei Maiorino ha infatti innescato una reazione a catena tra i vecchi cartelli, pronti a difendere i propri confini. I Troncone, dal canto loro, sono nel mirino delle batterie di fuoco avversarie, ormai ridotti ai minimi termini sul territorio. Lo dicono chiaramente le informative della questura e i fatti di cronaca che si sono susseguiti febbrilmente nell’ultimo periodo. Vediamo perché la situazione è precipitata così rapidamente e quali sono i reali confini della faida in corso.
Secondo le dichiarazioni raccolte dagli investigatori in via confidenziale, i Troncone sono accerchiati nel loro quartier generale storico. La storica famiglia si ritrova blindata nella zona compresa tra via Caio Duilio e via Leopardi, senza più spazio di manovra. In linea di massima i pochi affiliati rimasti liberi non possono uscire da questo perimetro senza rischiare di entrare nel mirino delle batterie di fuoco. Il rischio concreto, ogni volta che si superano i confini invisibili del rione, è quello di una drammatica e immediata rappresaglia. Ed è esattamente quello che è accaduto nell’ultimo periodo nei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli. In buona sostanza ogni sconfinamento viene immediatamente punito con un assalto di fuoco da parte dei gruppi rivali in agguato.
Cosa è successo realmente per determinare questo isolamento e permettere l’avanzata dei Maiorino da Bagnoli? Secondo la questura è stato formato un ‘cartello’ anti Troncone, una coalizione inedita che punta all’eliminazione totale della cosca. Il nuovo blocco vuole approfittare degli arresti eccellenti per entrare nel quartiere e monopolizzare le piazze di spaccio. Gli inquirenti sospettano che gli arresti di Vitale Troncone e Giuseppe Troncone abbiano destabilizzato definitivamente i precari equilibri della zona. Senza i capi storici a gestire la transizione e l’ordine interno, le paranze nemiche hanno visto il momento perfetto per colpire. I nemici storici dei Troncone sono gli Iadonisi del rione Lauro, da sempre in aperta e sanguinosa contrapposizione con la cosca. Ma non ci sono solo loro a premere sui confini del feudo di via Leopardi in questa delicata fase. A dare manforte alla coalizione ci sono anche gli Esposito di Bagnoli, pronti a estendere la propria egemonia oltre i confini. Anche i Giannelli hanno provato a rafforzare il presidio a Fuorigrotta. Ma tutto è cambiato con il pentimento di Alessandro Giannelli. E i Maiorino di Bagnoli sono stati più veloci: si sono insediati a Fuorigrotta.










