Un cucciolo di scoiattolo rosso, una femmina di pochissimi giorni, è stato soccorso dopo essere caduto dal suo nido nei boschi di Santo Stefano d’Aveto, in provincia di Genova. Una cittadina ha trovato il piccolo animale a terra, solo e vulnerabile, e ha agito con grande prontezza, trasportandolo direttamente al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Genova.
Questo tempestivo intervento ha permesso ai volontari specializzati di avviare subito le cure necessarie, rivelatesi fin da subito estremamente delicate. L’allevamento artificiale di un mammifero così giovane presenta infatti un elevato rischio di mortalità, poiché nessun latte formulato può sostituire completamente la composizione e le proprietà immunologiche di quello materno.
La piccola paziente viene quindi monitorata giorno e notte. I volontari del CRAS si alternano per garantirle poppate regolari con un latte specifico, somministrato a intervalli precisi e alla giusta temperatura. Ogni pasto è seguito da un controllo del peso e delle condizioni generali per assicurarsi che la crescita proceda nel modo corretto.
Fortunatamente, le notizie che arrivano dal centro sono incoraggianti. La scoiattolina ha risposto positivamente alle cure, si alimenta con appetito e aumenta di peso in modo costante. Mostra vitalità e tutti i segnali fanno ben sperare per il suo pieno recupero, un risultato non scontato per un animale così fragile.
Tuttavia, il percorso verso il ritorno in libertà sarà ancora lungo e complesso. La sopravvivenza in natura non dipende solo dalla salute fisica, ma anche dalla capacità di comportarsi come un animale selvatico. Una volta completata la fase di svezzamento, la scoiattolina non verrà liberata subito.
L’animale sarà trasferito in una delle grandi voliere esterne del centro, strutture appositamente progettate per la riabilitazione. Questi spazi simulano un ambiente naturale, con rami, tronchi, nascondigli e percorsi sopraelevati. Qui la giovane potrà esercitare e sviluppare le abilità fondamentali per la vita nel bosco.
In questa fase, imparerà ad arrampicarsi con agilità, a saltare tra i rami, a mantenere l’equilibrio e a cercare cibo in autonomia. Dovrà anche rafforzare la muscolatura e sviluppare la naturale diffidenza verso l’essere umano, un istinto cruciale per la sua sicurezza una volta libera. I volontari osserveranno i suoi progressi a distanza, riducendo al minimo il contatto diretto.
La liberazione avverrà solo quando la scoiattolina avrà dimostrato di essere completamente autonoma e pronta ad affrontare le sfide del suo habitat. Verrà scelta un’area boschiva idonea, ricca di cibo e lontana da pericoli, per garantirle le migliori possibilità di reinserimento.
Storie come questa evidenziano il ruolo fondamentale dei cittadini nella tutela della fauna. La sensibilità e la prontezza della persona che ha trovato l’animale sono state determinanti per offrirgli una seconda possibilità, trasformata in speranza concreta dal lavoro instancabile dei volontari.













