Gonçalo Ramos ha ricevuto la sua prima calorosa accoglienza da parte dei tifosi del Milan. L’attaccante è stato presentato ufficialmente presso il flagship store del club, dove circa quattrocento sostenitori si sono radunati per salutare il nuovo acquisto rossonero, il più oneroso nella storia della società.
L’entusiasmo è stato palpabile, tra cori di incoraggiamento, autografi e selfie. Un clima di grande attesa ha circondato l’evento, a pochi giorni dal debutto in campionato contro il Torino. Prima di incontrare la folla, l’attaccante portoghese ha condiviso le sue prime impressioni: “Sono state tre settimane fantastiche, ora si entra nel vivo. Sento l’energia di questo club meraviglioso, uno dei migliori al mondo”.
Interrogato sul peso di essere il giocatore più costoso nella storia del Milan, Ramos ha mostrato grande sicurezza: “Nessuna pressione. Penso solo a vincere tutte le partite, voglio essere importante e aiutare la squadra”. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: “Sono qui per vincere e puntiamo allo scudetto”.
Il centravanti indosserà la maglia numero 9, che negli ultimi anni ha creato difficoltà a molti interpreti, con l’eccezione di Giroud. “So che c’è una sorta di maledizione attorno a questa maglia, ma non sento pressione”, ha ribadito, confermando la sua determinazione a invertire la tendenza e a essere decisivo.
Riguardo ai suoi modelli, Ramos ha citato Ronaldo ‘Il Fenomeno’ e Marco Van Basten. Ha però riservato una menzione speciale per Zlatan Ibrahimovic, definendolo “un fenomeno” e auspicando di poterlo incontrare presto: “Non ci ho ancora parlato, spero di farlo presto”.
Il giocatore ha anche svelato un retroscena sulla trattativa che lo ha portato in rossonero, smentendo alcune voci. “È successo tutto in un flash. Mi hanno chiamato mentre ero al Mondiale e in una settimana si è chiusa l’operazione”, ha spiegato, definendo falsa la notizia di visite mediche svolte quindici giorni prima dell’annuncio.
La scelta del Milan è stata influenzata in modo significativo dalla presenza del tecnico Rúben Amorim. “Condivido la sua stessa idea di calcio. Volevo una squadra dal gioco offensivo, che dominasse le partite, e avevo bisogno di un allenatore come lui”, ha affermato, sottolineando come il tecnico lo abbia voluto fortemente nel progetto.
Descrivendosi come calciatore, ha usato la parola ‘istinto’, spiegando di cercare sempre di leggere bene la partita per trovarsi al posto giusto al momento giusto. Ha poi enfatizzato l’importanza dell’aspetto mentale: “La mentalità è più importante del talento. Senza, ci si può abbattere facilmente. Se sarò forte in questo, andrà tutto bene”.
Le sue parole rivelano un giocatore con le idee chiare e convinto di poter dare un contributo importante, puntando ad almeno quindici gol stagionali. Infine, ha commentato la prospettiva di un calcio senza il suo connazionale Cristiano Ronaldo: “Non so cosa sia il calcio senza di lui, mi fa strano pensare a un suo addio”.







