Aeroporto a Grazzanise, una chance per la Campania

Il rappresentante degli operatori turistici Bo: l’aeroporto sarebbe il motore ideale per promuovere il territorio, ma bisogna fare sistema

NAPOLI – “L’attenzione sulle prospettive dell’apertura al traffico commerciale dell’Aeroporto di Grazzanise, integrandolo sinergicamente nel sistema aeroportuale campano, offre una serie di spunti per meglio definire opportunità e ricadute sul territorio dello scalo casertano”. Lo sottolinea Giovanni Bo, presidente della sezione Turismo di Confindustria Caserta.

“A trarne vantaggio, infatti – aggiunge il responsabile di categoria – non sarebbe solo Terra di Lavoro, nel suo complesso, ma un’area più vasta che gravita funzionalmente e geograficamente sulla provincia di Caserta. Partendo dal territorio casertano innegabile la necessità di interconnettere funzioni e direttrici di sviluppo turistico, iniziando dalla tanto evocata riqualificazione ambientale del litorale Domizio, arrivando a lambire a nord Forma e Gaeta, facilmente raggiungibili, e, lungo lo stesso asse viario, anche l’area nord dei Campi Flegrei, grazie a collegamenti stradali già esistenti. Con questi, va implementato il sistema di turismo a vocazione storico ambientale lungo la via Appia, fino a Sessa Aurunca e Roccamonfina, e, sul versante interno, la piana Caiatina e il Matese, che potrebbe trovare nello scalo aeroportuale un volàno per lo sport invernale”.

Nell’analisi del presidente degli operatori turistici, Grazzanise potrebbe rappresentare il motore ideale per alimentare un sistema-circuito sugli attrattori principali di Caserta e provincia, a partire dalla Reggia, dal Belvedere di San Leucio, Carditello, Capua, Santa Maria Capua Vetere con il suo Anfiteatro e l’Acquedotto Carolino. Immediato riscontro anche per l’Agro aversano, dove il millenario della Città Normanna costituirebbe la migliore occasione per la valorizzazione di un’area dagli straordinari attrattori culturali, ecologici e ambientali.
Rimanendo in tema turistico, importante è il collegamento funzionale con il Sannio, non solo dimezzando i tempi di percorrenza con Benevento (attraverso il progetto della variante Marcianise-Paolisi) rispetto al collegamento con Capodichino, ma anche alle realtà intermedie come la Valle Telesina e il Taburno.

“Parlando di regioni limitrofe – aggiunge il presidente Bo – oltre al Basso Lazio, penso a destinazioni turistico-religiose come l’Abbazia di Montecassino, così come al Molise e a Isernia, raggiungibile dal casello di Caianello, la Valle del Volturno, Castel di Sangro e le località sciistiche abruzzesi come Roccaraso e Pescocostanzo. Solo limitandoci a diverse forme di turismo, il ventaglio è abbastanza ampio”.
Per Confindustria Turismo Caserta va associata alle funzioni dello scalo – che potrebbe offrire slot a costi accessibili alle compagnie aeree low cost – anche un’utenza commerciale e soprattutto il settore cargo.

Avvalora questa tesi l’attuale pista di Grazzanise, lunga circa 3000 metri, quindi in grado di essere operativa per velivoli di maggiori dimensioni (la pista dell’Aeroporto di Salerno con i lavori di ampliamento è stata portata a circa 2200 metri), la presenza di un’adeguata taxiway per il rullaggio e la disponibilità di aree, nel sedime aeroportuale, per le attività logistiche.

I vettori cargo, in forte fase di sviluppo in questi anni, potrebbero dunque contare su ampi spazi operativi interni ed esterni allo scalo. L’aeroporto potrebbe agevolare l’export delle produzioni tipiche casertane, molto richieste all’estero, quali la mozzarella di bufala dop. Produzioni di alta qualità e valore aggiunto che ben potrebbero adattarsi ai vettori aerei per essere diffuse – in ragione della loro shelf-life, rapidamente nelle principali capitali europee.

L’anello debole di questo scenario è che “la nostra capacità di fare sistema e di delineare – finalmente – politiche e strategie di sviluppo nei diversi settori (turistico, industriale) dove inserire funzionalmente l’aeroporto di Grazzanise come moltiplicatore di sviluppo. Ecco, questo è un passo propedeutico – e vedo che la sintonia degli interventi sulla fattibilità del progetto Grazzanise è un segnale positivo in tal senso – per progettare e realizzare uno sviluppo sostenibile e concreto”.

“Per fare questo è necessario mettere a fattor comune le esigenze di uno sviluppo complessivo e rendere Terra di Lavoro nuovamente protagonista nel Mezzogiorno – conclude il presidente di Confindustria Turismo Caserta – L’identità del territorio è importante attraverso la disseminazione dei suoi valori identificativi. Bisogna riappropriarsi dei territori, essere consapevoli della ricchezza che esprimono. In questa prospettiva il dibattito su Grazzanise deve abbracciare tutte le sue potenziali ricadute su un territorio che, come detto, va ben oltre Terra di Lavoro”.

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