Le conferenze stampa che precedono un Gran Premio di Formula 1 non sono fatte solo di domande tecniche e strategie di gara. A Silverstone, Lewis Hamilton ha regalato ai media un momento di leggerezza, rievocando un divertente aneddoto del suo passato in Mercedes, quando il suo compagno di squadra era Valtteri Bottas. Un racconto che ha come protagonista inaspettato Roscoe, il celebre bulldog del pilota britannico.
Interrogato su un ricordo particolare legato alla sua carriera, Hamilton non ha esitato a descrivere le notti agitate durante i weekend di gara. “Ho un ricordo molto chiaro di Roscoe che russava sonoramente nella mia stanza d’albergo”, ha raccontato il sette volte iridato. “Il suo russare era così forte che spesso mi svegliava nel cuore della notte, costringendomi a portarlo fuori per una passeggiata improvvisata”.
L’aneddoto ha assunto contorni ancora più divertenti quando Hamilton ha coinvolto il suo ex compagno di team. “La cosa più strana era che, una volta fuori, Roscoe si dirigeva sempre verso la porta della stanza di Valtteri e si fermava lì, come se volesse salutarlo”, ha continuato Hamilton tra le risate dei giornalisti. “Non ho mai capito il motivo di questo suo comportamento, era un rituale fisso”.
La parola è passata idealmente a Valtteri Bottas, il quale, informato del racconto, ha risposto con il suo tipico umorismo nordico. Il pilota finlandese, che ha condiviso cinque stagioni di successi con Hamilton in Mercedes, ha replicato in modo scherzoso: “Per me era come ricevere un regalo a sorpresa nel mezzo della notte”. La sua battuta ha sottolineato il forte legame e la complicità che ancora oggi unisce i due piloti.
L’episodio non fa che accrescere la leggenda di Roscoe, più di un semplice animale domestico. Il bulldog è una vera e propria celebrità nel paddock, con un proprio pass di accesso e un profilo Instagram seguito da centinaia di migliaia di persone. La sua presenza ha sempre rappresentato un elemento di normalità e affetto in un ambiente estremamente competitivo, mostrando un lato più personale di un campione come Hamilton.
Questo scambio di ricordi ha offerto una piacevole parentesi, ricordando a tutti che dietro i caschi e le tute ignifughe ci sono persone con storie e legami. Un momento che ha messo in luce l’amicizia duratura tra Hamilton e Bottas, nata durante gli anni di un dominio tecnico che ha segnato un’intera era della Formula 1.






