Hong Kong, chiude giornale dissenso Apple Daily: al via primo processo per legge nazionale

La decisione giunge dopo il blitz di giovedì 17 giugno in cui la polizia ha arrestato cinque fra redattori e manager del giornale e ha congelato beni per 2,3 milioni di dollari legati alla testata.

MILANO – A Hong Kong si spegne la voce più nota del dissenso con la chiusura del giornale pro democrazia Apple Daily, annunciata oggi: da domani la testata cesserà le sue pubblicazioni a causa delle “attuali circostanze che prevalgono a Hong Kong”.

La conferma arriva dallo stesso giornale: una notizia attesa questa, dopo che il consiglio di amministrazione della società editrice Next Media aveva preannunciato lo stop delle edizioni cartacea e online entro sabato.

La decisione giunge dopo il blitz di giovedì 17 giugno in cui la polizia ha arrestato cinque fra redattori e manager del giornale e ha congelato beni per 2,3 milioni di dollari legati alla testata. Gli arrestati sono accusati di collusione con forze straniere per mettere in pericolo la sicurezza nazionale. La polizia ha mostrato oltre 30 articoli pubblicati dal giornale come prova di una presunta cospirazione per imporre sanzioni straniere a Hong Kong e alla Cina.

Apple Daily è stato fondato dal magnate Jimmy Lai nel 1995 – appena due anni prima che il Regno Unito restituisse Hong Kong alla Cina – e inizialmente era un tabloid noto per i suoi pettegolezzi sulle celebrità. Lai però ha sempre sottolineato come il giornale sostenesse valori occidentali, diventando nel tempo una delle voci più note del dissenso a Hong Kong, unico giornale cartaceo del suo genere in città.

Lo stesso Lai si trova ora a dover fare i conti con le conseguenze della legge per la sicurezza nazionale, essendo uno delle oltre 100 persone finite agli arresti ai sensi della norma voluta da Pechino.

Sebbene attesa, la notizia ha scatenato la forte reazione di Londra. “La chiusura forzata di Apple Daily da parte delle autorità di Hong Kong è una dimostrazione agghiacciante della loro campagna per mettere a tacere tutte le voci dell’opposizione. È più chiaro che mai che legge sulla sicurezza nazionale viene utilizzata per ridurre la libertà e punire il dissenso”, ha tuonato in un tweet il segretario di Stato britannico Dominic Raab.

Il tutto avviene nel giorno in cui parte il primo processo basato sulla legge sulla sicurezza nazionale: imputato è Tong Ying-kit, arrestato il 1° luglio 2020, il giorno dopo l’entrata in vigore della legge, con l’accusa di aver guidato in motocicletta contro gli agenti di polizia mentre portava una bandiera con la scritta ‘Liberare Hong Kong, la rivoluzione dei nostri tempi’: diversi agenti erano stati travolti e tre avevano riportato ferite.

Tong si è dichiarato non colpevole dei tre reati di cui è accusato (terrorismo, incitamento alla secessione e guida pericolosa che ha causato lesioni personali gravi) e sarà processato senza giuria, come stabilito il mese scorso dal tribunale, usando la stessa legge che prevede la sostituzione dei giurati con un collegio di 3 giurati, scelti dall’amministrazione cittadina.

LaPresse

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