Il Como sfida la UEFA: spesi 342 milioni in 3 anni

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Cronache sport calcio
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In soli sette anni, il Como ha completato una scalata dalla Serie D fino alla qualificazione in Champions League. Un percorso rapido, supportato da un gioco moderno e da un allenatore esordiente che ha saputo valorizzare la rosa.

Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza i massicci investimenti della proprietà indonesiana degli Hartono. Dalla prima stagione in Serie A, il club ha speso 342 milioni di euro per le campagne acquisti; nello stesso periodo, soltanto Juventus, Milan e Napoli hanno registrato uscite superiori.

A questa cifra si sono aggiunti gli investimenti per le infrastrutture, come il centro sportivo di Mozzate, acquistato all’asta nel 2021 e riqualificato con 5 milioni di euro. Un impegno economico notevole è stato previsto anche per l’ammodernamento dello stadio Sinigaglia, per renderlo conforme ai parametri UEFA. Secondo le dichiarazioni del presidente Mirwan Suwarso, l’intervento richiederà circa 64 milioni di euro.

Nella stagione del ritorno nella massima serie, il Como ha investito 110 milioni. Gli acquisti più onerosi sono stati quelli di Caqueret (15 milioni), Douvikas (14 milioni) e Diao (12 milioni). La stessa sessione ha portato titolari come Nico Paz (6 milioni), ma anche giocatori che hanno reso meno del previsto, come Dossena (9,5 milioni) e Belotti (4 milioni).

L’anno successivo, la spesa ha raggiunto i 105 milioni, investimento che ha portato al quarto posto e alla qualificazione europea. L’acquisto più importante è stato Jesus Rodriguez per 22,5 milioni, autore di 2 gol e 9 assist, mentre Martin Baturina (18 milioni) ha confermato il suo valore. Meno incisivo è stato il contributo di Kuhn, pagato 19 milioni, che potrebbe lasciare il club.

Per la sessione di mercato in corso, il Como ha già superato la spesa della scorsa stagione, toccando quota 127 milioni. La cifra non include l’eventuale riscatto di Yan Couto e i bonus per Chalobah (30 milioni). L’operazione più costosa della storia del club è avvenuta per trattenere la stella Nico Paz, per cui sono stati versati al Real Madrid 60 milioni di euro.

Di fronte a queste cifre, la questione del Fair Play Finanziario non sembra preoccupare la dirigenza. Le parole del presidente Suwarso sono state chiare: “Non ho bisogno che la UEFA me ne parli. Se dovete multarci, multateci. Fa parte degli ostacoli che dobbiamo superare, è una normale conseguenza del nostro lavoro”.

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