La Procura di Milano ha fissato l’audizione di Giorgio Schenone, da anni addetto agli arbitri per l’Inter. L’interrogatorio si inserisce nel quadro di un’ampia inchiesta condotta dal pubblico ministero Maurizio Ascione, finalizzata a fare luce sui rapporti tra i club di Serie A e la classe arbitrale.
Al centro dell’attenzione degli inquirenti vi è la natura specifica dei contatti intercorsi tra Schenone e il mondo arbitrale, con un focus particolare sul designatore Gianluca Rocchi. L’obiettivo della Procura è tracciare una linea netta di demarcazione tra quelle che possono essere considerate legittime rimostranze da parte di un dirigente e un vero e proprio tentativo di pressione volto a condizionare le scelte future del designatore. Si tratta di un punto cruciale per stabilire l’eventuale violazione delle normative sportive.
Il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, infatti, è molto chiaro: ai tesserati dei club è fatto divieto di “intrattenere rapporti abituali” con gli associati dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) che siano finalizzati a influenzarne l’operato. La prassi consolidata prevede un canale di comunicazione ufficiale e trasparente, che negli ultimi anni ha subito delle modifiche.
I club possono e devono interfacciarsi con l’incaricato designato dalla Federazione per i rapporti con le società, ruolo che è stato ricoperto da Riccardo Pinzani fino alla scorsa estate e che ora è affidato ad Andrea De Marco. Qualsiasi contatto diretto e sistematico con il designatore arbitrale esula da questo protocollo e potrebbe configurarsi come un’infrazione disciplinare. Uno dei punti da chiarire sarà la presunta partecipazione di Schenone a un incontro con lo stesso Rocchi avvenuto il 2 aprile scorso a San Siro, episodio che costituisce uno dei pilastri dell’inchiesta.
L’audizione di Schenone segna un passaggio alla cosiddetta “Fase 2” dell’indagine. Dopo aver sentito una trentina di arbitri e assistenti di linea per ricostruire il clima interno alla categoria, il pm Ascione ha spostato la sua attenzione su figure esterne al mondo arbitrale, ma ad esso strettamente collegate per ruolo e funzioni. Questa nuova fase mira a ottenere una visione completa e incrociata dei fatti analizzati.
In questo contesto, nei giorni scorsi sono state già sentite altre figure chiave. La Procura ha interrogato Riccardo Pinzani, oggi addetto agli arbitri per la Lazio, per comprendere meglio le dinamiche del suo precedente incarico di collegamento tra AIA e club. Successivamente, è stato ascoltato Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio competizioni della Lega Serie A, con cui si è discusso di procedure di designazione e del funzionamento della Sala VAR. È probabile che nei prossimi giorni vengano convocate altre persone ritenute informate sui fatti per fornire ulteriori elementi utili allo sviluppo delle indagini.











