La Nazionale femminile di calcio punta alla qualificazione per il Mondiale del 2027 in Brasile. Il commissario tecnico Andrea Soncin ha presentato le due sfide decisive del girone, che vedranno le Azzurre impegnate contro la Serbia il 5 giugno a Pisa e contro la Svezia il 9 giugno in trasferta.
Attualmente terze nel girone, le italiane inseguono la qualificazione diretta, riservata solo alla prima classificata, ma mantengono aperta la possibilità di accedere ai playoff. Soncin ha espresso grande ottimismo in vista degli impegni.
“Arriviamo con grande fiducia, convinzione e consapevolezza di avere una grossa opportunità”, ha dichiarato il ct. “C’è tanta carica ed energia da parte di tutte noi. Vogliamo il Mondiale”.
L’Italia che scenderà in campo sarà una squadra “molto determinata”, con l’obiettivo di confermare la capacità di dominare il gioco, come già dimostrato in passato. Il percorso sotto la sua guida, iniziata a settembre 2023, ha segnato un’evoluzione continua.
“Siamo diventate più dominanti”, ha spiegato Soncin. “Si deve andare oltre la passione e sottolineare la notevole qualità nella proposta di gioco, perché le protagoniste di questo cambiamento sono le ragazze e le loro doti tecniche”.
Allenare la Nazionale è per lui “un onore, un orgoglio e una sfida”. Questa esperienza lo ha spinto a studiare e aggiornarsi costantemente per creare il miglior contesto possibile per le atlete.
“Mi ha fatto diventare più paziente, riflessivo e molto più attento alla cura dei dettagli per ricercare l’eccellenza”, ha confessato. Soncin ha inoltre ribadito la sua intenzione di continuare ad allenare nel calcio femminile, definendo la sua posizione “il posto più bello del mondo”.
Riguardo allo stato del movimento, il ct ha affrontato il tema dei pregiudizi e dell’indifferenza, definite “due facce della stessa medaglia”. Secondo il tecnico, i primi nascono dalla mancanza di conoscenza e si combattono con l’informazione, mentre l’indifferenza è più difficile da sradicare.
La sua missione è anche quella di valorizzare le qualità, l’atletismo e le conoscenze tecnico-tattiche delle calciatrici. Il bacino da cui attingere per le convocazioni, ha aggiunto, è in crescita non solo numerica ma soprattutto qualitativa, grazie agli investimenti dei club.
Il suo insegnamento più grande è la necessità di mettere la persona al centro, prima dell’atleta. “Mai dimenticare i sogni, i desideri, le ambizioni, ma anche le preoccupazioni”, ha sottolineato.
Guardando al futuro, il suo auspicio è vedere passi da gigante per l’intero movimento, con le squadre femminili negli stadi di Serie A. Ma l’obiettivo immediato resta uno solo: conquistare un posto per la Coppa del Mondo.










