L’Inter Primavera guidata da Cristian Chivu ha consolidato il suo percorso con una vittoria contro la Lazio, un successo arrivato nonostante lo scudetto di categoria sia già stato conquistato. Il tecnico, però, ha subito smorzato gli entusiasmi in vista dell’imminente finale di Coppa Italia. “Sarà una partita diversa, quindi stiamo attenti”, ha dichiarato l’allenatore, predicando calma e concentrazione in vista dell’ultimo atto del trofeo.
Interrogato sull’impatto dei singoli giocatori, Chivu ha voluto sottolineare la forza del collettivo, affermando che i risultati sono il frutto del lavoro dell’intero gruppo. “Quando vinciamo è merito di tutti. I ragazzi ci mettono anima, professionalità e serietà, ma il merito è anche dei compagni che li seguono. Alleno un gruppo fantastico e ne sono fiero”, ha spiegato, evidenziando come la coesione sia la vera arma della sua squadra.
A chi gli ha chiesto di un possibile cambio di modulo per il futuro, l’ex difensore ha risposto con ironia, citando il “5-5-5” del celebre personaggio Oronzo Canà. “Ma è meglio che sto zitto”, ha aggiunto, tornando poi serio. “Abbiamo principi e valori da aggiungere. I miei giocatori fanno un gran lavoro, cercano sempre di essere dominanti. Il sistema di gioco conta poco, contano i valori e la mentalità. Vogliamo sempre migliorare”. A conferma di ciò, ha elogiato la prestazione di Sucic, schierato come regista: “Ha fatto un gran gol e una gran partita. Può giocare in quel ruolo”.
Un passaggio inevitabile dell’intervista ha riguardato le recenti dichiarazioni di José Mourinho, il quale aveva affermato che nessun giocatore dell’Inter attuale avrebbe trovato spazio nella squadra del Triplete del 2010, di cui Chivu era una colonna. Il tecnico ha gestito la domanda con grande diplomazia. “Non si possono fare paragoni tra due generazioni così diverse. Sono cambiate molte cose in più di dieci anni”, ha commentato con lucidità.
Chivu ha poi aggiunto che l’aspetto fondamentale è un altro: “Ciò che conta è che l’Inter resti una squadra che continua a portare gioia ai suoi tifosi. E questa è la cosa più importante”. Ha inoltre evitato di commentare ulteriormente le parole del suo ex allenatore. Alla domanda se Mourinho gli avesse scritto in privato, ha concluso con fermezza: “È la quarta domanda su di lui. Ciò che ci scriviamo resta tra di noi”.





