Iovine contro De Luca: “Per il Destriero usai i soldi dell’appalto bandito dalla Provincia”

La testimonianza di 'o Ninno nel processo a carico del suo ex luogotenente

Napoli, questura centrale l'arresto del casalese Antonio Iovine latitante da 15 anni

SAN CIPRIANO D’AVERSA – Duecentocinquantamila euro in cambiali: è la somma che Antonio Iovine avrebbe dato a Corrado De Luca per comprare alcune quote del ristorante il Destriero. A rivelare il particolare mercoledì scorso è stato proprio ‘o Ninno.

Le dichiarazioni del boss

Il boss pentito ha testimoniato nel processo a carico del suo ex luogotenente, accusato di associazione mafiosa e pizzo, difeso dai legali Raffaele Mascia e Domenico Della Gatta. Quei titoli, ha raccontato Iovine, assistito dall’avvocato Giuseppe Tessitore, erano stati firmati da Gianluca Pasquale Pagano (non coinvolto nel processo). “Le diedi ad Andrea Garofalo. Poi mi confermarono che i soldi erano arrivati”. De Luca per diverso tempo avrebbe curato gli interessi del clan sulla Capitale. “Gli inviavo lo stipendio tramite il fratello, con lui avevo un contatto diretto”. E proprio a Roma, quando Iovine era latitante, ha raccontato di essersi appoggiato a casa dell’imputato con Ernesto De Luca quando stava tornando da un viaggio in Francia.

Corrado De Luca


L’appalto bandito dalla Provincia di Caserta

La cifra girata a De Luca, ha aggiunto il collaboratore di giustizia, era la quota che avrebbe dovuto incassare da un appalto bandito dalla provincia di Caserta. Si trattava di interventi relativi ad un edificio scolastico ad Aversa.

La parentesi romana terminò per l’imputato nel 2005. Iovine gli avrebbe consigliato di tornare dopo la sentenza per sfuggire alla cattura.

La testimonianza di Della Corte

Concluso l’interrogatorio di Iovine, a rispondere alle domande del pm Simona Belluccio e degli avvocati è toccato a Francesco Della Corte. “Conosco De Luca da tempo, da quando era vicino a Luigi Venosa – ha dichiarato il brianese -. Poi passò con Iovine”. Del ristorante a Roma a Della Corte avrebbe parlato Pasquale Noviello (non coinvolto nel processo): “Era di Villa di Briano, ma risiedeva a Nettuno. Mi diceva che gli esponenti del clan a volte si appoggiavano presso quel locale”. E in quella attività, ha aggiunto il collaboratore, aveva interessi economici anche Mario Iovine Rififì. Nel corso del dibattimento sono stati interrogati anche Salvatore Orabona e Bruno Lanza. Per la prossima udienza il pm della Dda ha chiesto al collegio presieduto dal giudice Giuseppe Meccariello di interrogare Nicola Schiavone.

L’inchiesta che ha trascinato De Luca a processo nel maggio del 2018 coinvolse altre 6 persone, accusate a vario titolo di pizzo, tentata estorsione e violenza privata (a processo con rito abbreviato). Il boss di San Cipriano sfuggì al blitz, ma venne catturato alcuni mesi dopo dai carabinieri mentre era in auto tra Villa di Briano e San Cipriano d’Aversa. La scorsa settimana la Dda gli ha notificata una seconda ordinanza per detenzione illegale di armi da sparo.

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