Nove tartarughe Caretta caretta, salvate e curate, sono tornate nel Mediterraneo durante l’Italian Turtle Day, un’iniziativa promossa da Plastic Free Onlus. Le liberazioni si sono svolte in contemporanea a Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina (Puglia), Stintino e Lampedusa, grazie a una rete che ha unito Capitanerie di Porto, aree marine e centri di recupero.
La gioia per il successo dell’evento è stata però subito mitigata da una dura realtà. Poche ore dopo, il Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera (Lecce) ha dovuto soccorrere altri cinque esemplari in difficoltà lungo la costa salentina. Le condizioni degli animali evidenziano le minacce costanti: tra i nuovi casi, tartarughe intrappolate in reti da pesca, una ferita dall’impatto con un’imbarcazione e un’altra debilitata e ricoperta di parassiti.
Questi episodi confermano il ruolo delle tartarughe marine come sentinelle della salute dei nostri mari. Presenti sulla Terra da milioni di anni, la loro sofferenza è il segnale di un ecosistema sotto pressione. Le minacce principali derivano dalle attività umane e includono l’ingestione di plastica, l’intrappolamento in ami e reti da pesca, le collisioni con natanti e la progressiva perdita degli habitat di nidificazione.
“La liberazione di nove tartarughe è stata una grande emozione, ma soprattutto un richiamo alla responsabilità”, ha dichiarato Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus. L’associazione ha ribadito che il recupero da solo non basta: è cruciale agire sulle cause. Secondo le stime, decine di migliaia di tartarughe muoiono ogni anno nel Mediterraneo, e solo una piccola parte viene salvata.
Dal 2019, Plastic Free ha contribuito al salvataggio di oltre 300 esemplari e ha collaborato alla protezione di quasi 11.000 piccoli nati lungo le coste italiane, lavorando a stretto contatto con biologi e volontari. L’obiettivo dell’Italian Turtle Day è stato proprio quello di unire il valore simbolico del ritorno in mare alla necessità di un cambiamento concreto.
Accanto alle operazioni di soccorso, diventa quindi fondamentale investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione. Azioni quotidiane come ridurre l’uso della plastica monouso, non abbandonare rifiuti, evitare il rilascio di palloncini e navigare con prudenza sono essenziali. La salvaguardia del Mediterraneo e delle sue creature dipende dalle scelte di cittadini, istituzioni e imprese.

















