Julián Quiñones trascina il Messico ai Mondiali

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Cronache sport calcio
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Julián Quiñones si è imposto come la figura chiave del Messico in questo Mondiale. L’attaccante ha segnato il primo gol del torneo e ha già raggiunto quota tre reti e un assist nelle prime quattro partite, diventando il principale pericolo per la prossima avversaria, l’Inghilterra. La sua ascesa, lontana dai riflettori europei, sta ora trovando la consacrazione sul palcoscenico più importante.

Il suo momento di gloria è stato costruito passo dopo passo. Nel 2024, Quiñones è stato acquistato dall’Al-Qadsiah, club neopromosso nella massima serie saudita dove gioca anche Mateo Retegui. In Arabia Saudita la sua carriera ha avuto un’accelerazione improvvisa, portandolo a vincere la classifica dei cannonieri. Con il suo bottino di gol ha superato attaccanti del calibro di Ivan Toney e persino Cristiano Ronaldo, rispetto ai quali ha tra l’altro calciato un numero inferiore di rigori.

Nonostante il talento, il suo esordio con la nazionale maggiore messicana è arrivato solo il 18 novembre 2023, all’età di 26 anni. Prima dell’inizio di questo Mondiale, il suo bilancio con la maglia del Messico era di appena due reti in ventidue presenze, un dato che stride con l’impatto devastante che sta avendo ora. Le sue prestazioni stanno trascinando la squadra. “Sono fiducioso che arriveremo lontano”, ha dichiarato. “La nostra squadra è completa e competitiva. Sappiamo qual è il nostro obiettivo e crediamo di poterlo raggiungere”.

La storia di Quiñones inizia però lontano dal Messico. È nato in Colombia, in un villaggio povero vicino al confine con l’Ecuador, e ha conosciuto fin da subito le difficoltà. Abbandonato dal padre, Julian è cresciuto in fretta, forgiando un carattere combattivo. “Vivevo in un villaggio dimenticato. Lì ho imparato a credere di poter superare tutto e a lottare, cosa che faccio in campo su ogni pallone”, ha raccontato.

A diciassette anni ha lasciato la sua famiglia per cercare fortuna nel calcio messicano. In Messico ha trovato non solo una carriera, ma anche una nuova vita: ha sposato una donna messicana e in seguito ha ottenuto la cittadinanza. Nonostante avesse rappresentato la Colombia a livello giovanile, la sua scelta è ricaduta sulla nazionale messicana. Una decisione presa per gratitudine. “Ero giovane e titubante, ma ho trovato un Paese molto generoso. Le persone sono ospitali, ti aiutano a crescere”, ha spiegato l’attaccante. “Il Messico mi ha accolto a braccia aperte, mi ha insegnato tanto e mi ha reso un uomo migliore”.

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