Milan, spesa da 150 milioni anche senza la Champions

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Cronache Mercato
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Il Milan ha scatenato il suo mercato in entrata, assicurandosi Gonçalo Ramos, Mario Gila e Diego Moreira. L’investimento complessivo per i tre talenti ha raggiunto una cifra vicina ai 150 milioni di euro, bonus inclusi. Un’operazione così imponente, condotta senza i proventi derivanti dalla qualificazione alla Champions League, ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità finanziaria della strategia societaria.

La strategia del club poggia su fondamenta solide, costruite negli ultimi anni. La società rossonera ha chiuso le ultime tre stagioni con una gestione ordinaria in attivo, un risultato che ha permesso di risanare il bilancio e di liberarsi definitivamente dai vincoli del Settlement Agreement con la UEFA. Per la stagione in corso, il club ha quindi avuto la libertà di investire sul mercato senza le immediate pressioni del Fair Play Finanziario, una condizione che ha aperto le porte a operazioni di grande portata.

Un ruolo cruciale è stato giocato dal player trading. Il club ha beneficiato di introiti significativi derivanti da operazioni passate. Nello specifico, le clausole sulla futura rivendita di ex giocatori hanno generato liquidità: la cessione di Sandro Tonali al Tottenham e quella di Tijjani Reijnders all’Al-Qadsiah hanno garantito alle casse rossonere un incasso totale di circa 23 milioni di euro.

L’impatto di un esborso da 150 milioni è stato gestito attraverso l’ammortamento. Avendo firmato contratti quinquennali, il costo annuale dei cartellini dei tre nuovi acquisti peserà sul bilancio per circa 30 milioni di euro. Già solo i 23 milioni incassati dalle clausole di rivendita hanno quasi azzerato questo impatto per la prima stagione.

Anche il monte ingaggi è stato gestito con attenzione. L’incremento lordo annuale derivante dai nuovi stipendi si attesta sui 21 milioni di euro. Tuttavia, grazie ai vantaggi del Decreto Crescita applicati a Gila e alle uscite di giocatori come Füllkrug e Bennacer, l’impatto netto negativo sulla voce stipendi è stato contenuto a circa 8 milioni di euro.

Per finanziare ulteriori colpi, il player trading resterà una leva fondamentale. La strategia non si concentra sull’esborso totale, ma sull’impatto annuale che ogni operazione genera sul bilancio. La cessione di giocatori, anche solo in prestito, può creare lo spazio di manovra necessario. L’eventuale partenza di un giocatore come Christopher Nkunku, per esempio, libererebbe risorse significative tra ammortamento e stipendio.

Guardando al futuro, la sostenibilità a lungo termine dipenderà da due fattori. Sarà essenziale disputare un’ottima campagna in Europa League per massimizzare i ricavi, ma l’obiettivo primario resta la qualificazione alla prossima Champions League. I proventi della massima competizione sono l’unica garanzia per ridurre la dipendenza dal player trading e costruire cicli vincenti con maggiore stabilità finanziaria.

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