Juventus e Atalanta si sono affrontate all’Allianz Stadium per un incontro della quinta giornata di Serie A. Alla vigilia della partita, i due allenatori, Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, hanno sciolto le ultime riserve, comunicando le formazioni ufficiali che hanno dato il via a una sfida tatticamente molto interessante.
Il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, ha optato per un solido 4-2-3-1. A difesa della porta ha schierato Vicario, la cui reattività è stata ritenuta fondamentale. La linea difensiva a quattro ha visto Kalulu e Celik agire come terzini, con il compito di spingere sulle fasce e garantire copertura. Al centro della retroguardia, la coppia composta da Bremer e Lucumi ha avuto la responsabilità di arginare gli attacchi avversari, unendo fisicità e senso della posizione.
In mezzo al campo, la scelta è ricaduta su un centrocampo a due, con Weston McKennie e Douglas Luiz. A loro è stato affidato il doppio compito di fare da schermo davanti alla difesa e di avviare l’azione offensiva. Questa cerniera ha rappresentato il cuore pulsante della squadra, dovendo equilibrare le due fasi di gioco e supportare costantemente i compagni più avanzati.
La fantasia della formazione bianconera si è concentrata sulla trequarti. Dietro l’unica punta, Spalletti ha schierato un trio di grande qualità: Nico Gonzalez, in posizione centrale, affiancato da Conceiçao e dalla novità Alajbegovic. Questa scelta ha puntato a massimizzare l’imprevedibilità tra le linee. Il terminale offensivo designato è stato Kolo Muani, chiamato a finalizzare il lavoro dei compagni.
Dall’altra parte, l’Atalanta di Maurizio Sarri ha risposto con un modulo a trazione anteriore, il 4-3-3. Tra i pali è stato confermato Carnesecchi. La linea difensiva, anch’essa a quattro, è stata composta da Bellanova e Bernasconi sulle corsie laterali, mentre al centro hanno agito Kristensen e Scalvini, formando un mix di esperienza e freschezza atletica.
Il centrocampo a tre dei nerazzurri è stato progettato per garantire dinamismo e qualità nel palleggio. Kessie ha agito da perno centrale, con ai suoi fianchi le mezzali Ederson e Samardzic. A questo reparto è stato richiesto un lavoro intenso sia in fase di non possesso, con pressing alto, sia in fase di costruzione, per alimentare costantemente il tridente offensivo.
Il punto di forza della squadra bergamasca è stato senza dubbio l’attacco. Sarri ha puntato tutto sulla velocità dei suoi tre interpreti. Charles De Ketelaere e Rowe sono partiti larghi, con il compito di attaccare la profondità e creare superiorità numerica. Al centro dell’attacco è stato posizionato Nikola Krstovic, il finalizzatore scelto per capitalizzare le occasioni create dalla squadra.





