Juventus: inizio difficile tra infortuni e attacco fermo

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Cronache Mercato
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Il bilancio della Juventus dopo le prime tre giornate è stato più pesante in infermeria che in classifica, con nove infortunati a fronte di sette punti. In campo sono arrivate le vittorie contro Frosinone e Parma, seguite dal pareggio con il Milan, ma la lista degli indisponibili si è allungata, includendo nomi come Yildiz, Thuram, Locatelli e McKennie.

Questo avvio di stagione ha messo in luce la grande sfida che attende il club e le contraddizioni di un altro “anno zero”. Una delle cause di questa fragilità, che ha reso la Juventus una delle squadre con più infortuni in Serie A, è stata identificata nella mancanza di stabilità. I continui cambi alla Continassa hanno riguardato ogni livello.

Dalla dirigenza, con l’avvicendamento di Paratici, Giuntoli e ora Carnevali, fino alla panchina, passata da Allegri a Spalletti attraverso vari tecnici. Anche il ruolo del preparatore atletico ha subito la stessa sorte: dopo i cinque anni di Simone Folletti, dal 2019 si sono susseguiti nove professionisti diversi. Questa girandola di figure non ha favorito la creazione di un metodo di lavoro consolidato.

Per questo, la nuova dirigenza punta a invertire la rotta. La conferma di Luciano Spalletti, fortemente voluta dalla proprietà, e l’insediamento di Carnevali e Massara sono stati pensati proprio per costruire le fondamenta di un ciclo lungo e stabile.

Tuttavia, i nuovi dirigenti si sono trovati a gestire l’eredità dei ribaltoni passati. Le contraddizioni sono evidenti: giocatori come Nico Gonzalez e Koopmeiners, rimasti per mancanza di offerte adeguate, si stanno rivelando preziosi. Al contrario, un lungo inseguimento di mercato come quello per Kolo Muani non ha ancora dato i suoi frutti, attirando anche le critiche del tecnico.

Infine, l’attacco non segna, mentre quasi tutti gli attaccanti ceduti hanno iniziato a fare gol con le loro nuove squadre, da Vlahovic a Openda. Ora dirigenza e allenatore hanno molto su cui riflettere. Dopo la chiusura del mercato, spetta soprattutto a Spalletti trovare le giuste contromisure.

Il suo compito sarà quello di inventare nuove soluzioni, magari discostandosi dal collaudato 4-2-3-1, per migliorare la produzione offensiva. La difesa ha già dimostrato solidità; il divario con rivali come Inter e Roma, al momento, è tutto nella capacità di concretizzare le occasioni da gol.

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