Fabio Capello, attraverso le colonne de La Gazzetta dello Sport, ha offerto la sua autorevole analisi sull’esordio in campionato di Juventus e Milan. L’ex allenatore di entrambe le squadre ha tracciato un bilancio netto, mettendo a confronto le prestazioni fornite dai bianconeri contro il Frosinone e dai rossoneri contro il Torino.
Per quanto riguarda la Juventus, il giudizio è stato severo e senza appello: la squadra apparsa in campo è risultata essere una copia esatta di quella della scorsa stagione. Capello ha sottolineato come non si sia visto “niente di nuovo, niente di diverso”, un segnale di immobilismo tattico e tecnico per un club con grandi ambizioni. Il principale punto critico individuato è stata la manovra, con un possesso palla ancora troppo lento e prevedibile.
In un quadro prevalentemente negativo, l’ex tecnico ha però voluto salvare una prestazione individuale. L’unica nota realmente positiva della serata bianconera è stata infatti individuata in Francisco Conceiçao. Il giocatore portoghese è stato descritto come “l’uomo in grado di dare vivacità a tutta la sua squadra”, l’unica scintilla in un meccanismo che altrimenti è apparso ingolfato e privo di fantasia.
Il discorso è cambiato radicalmente passando all’analisi del Milan, dove l’impronta del nuovo allenatore Ruben Amorim è stata giudicata già visibile e positiva. Fin dal primo tempo contro il Torino, i rossoneri hanno messo in mostra un’intensità notevole, favorita anche da una direzione arbitrale che ha permesso al gioco di scorrere fluido. Questo ha contribuito a rendere la partita subito “vera” e combattuta.
Secondo Capello, la squadra ha dimostrato una chiara volontà di applicare i dettami tattici del proprio allenatore, seguendo un disegno di gioco riconoscibile sin dalle prime battute. In questo contesto, una menzione speciale è andata a Samuel Chukwueze. L’attaccante nigeriano è sembrato un calciatore totalmente trasformato e rigenerato, un segnale incoraggiante per il potenziale offensivo del club.
Nonostante le note positive, l’analisi sul Milan si è conclusa con un importante campanello d’allarme. Negli ultimi quindici minuti di gara, la squadra ha abbassato la soglia di concentrazione, concedendo al Torino ben quattro nitide occasioni da gol.
Capello ha evidenziato questo calo come un avvertimento cruciale a livello difensivo. Un episodio che insegna come non sia possibile permettersi rilassamenti durante l’arco dei novanta minuti, perché ogni distrazione può costare cara.






