Il campionato di Serie A è appena ripartito e ha subito riacceso le polemiche arbitrali. Il cambio al vertice, con Daniele Orsato nuovo designatore al posto di Gianluca Rocchi, ha introdotto una filosofia chiara: meno interventi del Var e più aderenza a un metro di giudizio “europeo”, che privilegia la continuità del gioco. La prima giornata, tuttavia, ha già messo a dura prova questa nuova linea.
Il primo episodio chiave è avvenuto durante Genoa-Napoli. Gli ospiti hanno trovato il vantaggio con un gol di Kevin De Bruyne, ma l’azione è stata macchiata da una spinta del centrocampista belga sul difensore Johan Vasquez. L’arbitro Di Bello ha lasciato correre e dalla sala Var, dove operava Meraviglia, non è arrivato alcun richiamo per una revisione al monitor, convalidando la rete tra le proteste dei padroni di casa.
La reazione del tecnico genoano, Daniele De Rossi, è stata durissima: “Una delle cose più brutte che ho subito da quando sono nel calcio”. A confermare la coerenza della scelta con le nuove direttive è stata la presenza dello stesso Orsato in tribuna. Secondo le ricostruzioni, per il nuovo designatore non si è trattato di un errore, tanto che i vertici arbitrali hanno ribadito la correttezza della decisione, specificando che anche il fischio sarebbe stato accettato, lasciando piena discrezionalità al campo.
Le discussioni si sono estese alla partita tra Torino e Milan. Sul risultato di 0-0, un cross di Alphadjo Cissè è stato deviato con il braccio largo dal corpo da Nikola Vlasic. Nonostante le proteste, l’arbitro Zufferli non ha assegnato il rigore e il Var Mazzoleni non è intervenuto, mancando di richiamare il direttore di gara per una on-field review che a molti è parsa scontata.
Anche in questo caso, le interpretazioni della stampa sono state discordanti. Se il Corriere dello Sport ha parlato di un rigore netto e di un errore del Var nel non intervenire, la Gazzetta dello Sport ha difeso la decisione, descrivendo il movimento del braccio come un tentativo di ritrarsi e quindi non punibile. Questa divergenza di vedute fotografa perfettamente la difficoltà che attende la classe arbitrale.
L’obiettivo di un calcio meno spezzettato e più fluido è condivisibile, ma il confine tra discrezionalità e errore chiaro resta sottile. Le prime due controversie della stagione hanno già dimostrato quanto sarà complesso mantenere questa linea, alimentando un dibattito destinato a proseguire per tutto il campionato.






