Il precampionato si è rivelato un periodo cruciale per definire l’assetto della nuova Juventus. Le indicazioni più significative sono arrivate dal lavoro tattico dell’allenatore Luciano Spalletti, che ha iniziato a delineare ruoli e gerarchie. Una delle prime certezze riguarda la collocazione di Alajbegovic, identificato come trequartista.
Questa scelta strategica ha permesso di evitare dubbi su una sovrapposizione con Kenan Yildiz. Il talento bosniaco si inserirà in un reparto offensivo dove la qualità di Yildiz resterà determinante, così come il lavoro della punta centrale richiesta. È stato fatto il nome di Kolo Muani, ma la ricerca non si ferma qui.
L’allenatore si aspetta infatti un ulteriore innesto per garantire solidità al reparto. La richiesta è stata quella di un centravanti fisico, ma profili come Muani o Zirkzee dimostrano una preferenza per attaccanti capaci non solo di finalizzare, ma anche di partecipare alla manovra e svariare sul fronte offensivo. Questa versatilità sarà un elemento chiave.
Le idee per l’attacco hanno un impatto diretto sulla difesa. La presenza di Bremer ha suggerito l’ipotesi di una linea a tre a protezione della porta, sistema in cui il brasiliano eccelle. Tuttavia, le sue buone prestazioni nella difesa a quattro della scorsa stagione mantengono aperte altre soluzioni tattiche.
La vera carta jolly del tecnico sarà Pierre Kalulu. La sua polivalenza gli consentirà di agire sia come terzo difensore di destra sia come laterale basso. Durante un test, il francese è stato provato anche come terzino sinistro. Questa mossa permetterebbe di schierare a destra un giocatore di spinta come Celik, liberando così Cambiaso per compiti più offensivi e con minori responsabilità difensive.
Un’altra indicazione fondamentale è emersa a centrocampo, dove si insisterà su una mediana a due composta da giocatori di qualità. Manuel Locatelli sarà il punto fermo, affiancato da un secondo elemento. Nel precampionato, ampio spazio è stato concesso a Douglas Luiz per valutare se possa offrire le garanzie necessarie al progetto tecnico.
Se Luiz riuscirà ad aumentare il ritmo di gioco, diventerà un profilo ideale. Nel frattempo, si sta valutando anche il recupero di Arthur, che potrebbe essere impiegato come palleggiatore per sfruttare il suo ultimo anno di contratto. La generosità di Weston McKennie rimarrà un fattore decisivo per la gestione dei match, mentre un giocatore come Thuram potrebbe fornire un contributo essenziale per l’intensità.
Il laboratorio tattico proseguirà durante la tournée estiva, alla costante ricerca delle migliori soluzioni per costruire una squadra competitiva e duttile. Ogni amichevole fornirà nuovi spunti per definire l’identità della Juventus per la prossima stagione.




