La Vanella Grassi e l’Alleanza marciano sulle case popolari

Gli affiliati occupano gli immobili e così ricevono la paga

Foto LaPresse - Marco Cantile Napoli, 17/02/2016 Cronaca Operazione alto impatto polizia alle case celesti nel quartiere di Secondigliano. Smantellati fortini della droga. Nella foto: la polizia mentre presidia le case celesti con i blindati

NAPOLI – I clan nell’area nord della città puntano agli alloggi popolari. Ma accade anche nel quartiere Ponticelli e al rione Traiano. Oggi il business delle case occupate è redditizio. Per due motivi: le cosche guadagnano favore e consensi. E con gli ‘affitti’ ci pagano le mesate agli affiliati. Non è poco dopo una lunga crisi economica per la pandemia. Usano questo stratagemma per risparmiare sugli stipendi: chi occupa un alloggio senza pagare il pigione, riceve in automatico la paga del clan ogni mese (perché risparmia sull’affitto). Le organizzazioni criminali hanno mille modi per arrivare alle case vuote. Spesso per le ‘soffiate’ si appoggiano a sentinelle, che abitano nei rioni. Basta anche una assenza prolungata, per ritrovarsi l’appartamento occupato. Da qui un calvario. Perché non è facile e immediato tornare in possesso dell’immobile. Il fenomeno delle case occupate (con la regìa più o meno occulta della camorra) sta prendendo una deriva sempre più preoccupante. Si moltiplicano le segnalazioni di delinquenti, che approfittano dell’assenza momentanea dei legittimi assegnatari per occupare alloggi pubblici. Devastando e distruggendo tutti i beni mobili, come capitato anche in via Egiziaca a Pizzofalcone, dove un gruppo di persone ha sfondato la porta dell’appartamento abitato da una professoressa di 90 anni, mentre era fuori per motivi di salute. La sua libreria è stata fatta a pezzi e, insieme ai mobili, è stata abbandonata in strada in diversi punti del perimetro che va da Pizzofalcone al Pallonetto di Santa Lucia. E non è il primo caso. Lo stesso parroco di zona, don Michele Pezzella, in una sua omelìa ha sottolineato la gravità di una situazione ignobile che non può più essere tollerata e per la quale serve un intervento netto e immediato delle istituzioni. A partire dal censimento degli occupanti di tutte le case popolari, per proseguire poi con lo sgombero di chi non ha titolo, se non quello riconosciuto dalla camorra e dalla prevaricazione. Per troppo tempo si è fatto finta di non vedere. Arrivando al paradosso che, in alcuni casi, i pregiudicati destinatari di misure restrittive abbiano indicato un alloggio occupato abusivamente per trascorre gli arresti domiciliari. Invece di stare in galera, stanno comodamente a scontare la pena ospiti delle case di cittadini onesti a cui viene sottratto un bene fondamentale: la casa. Nell’area nord i riflettori della Procura sono puntati sull’Alleanza di Secondigliano e sulla Vanella Grassi. Pochi giorni fa c’è stata una ‘stesa’ in piazza Marianella davanti alla statua di Sant’Alfonso (non denunciata sul momento alla polizia). Non è una tra le tante. Lo sanno bene gli investigatori. I centauri hanno gridato agli abitanti di lasciare le palazzine. Sullo sfondo c’è un tentativo di espansione della Vanella Grassi da Secondigliano: marcia a passo veloce per addentrarsi in via Janfolla e al Don Guanella, roccaforti dell’ex clan Lo Russo, ma ora qui si sono stanziati gli ‘emergenti’, i cosiddetti invisibili. In che modo la Vanella prova l’affondo? Non solo con le ‘stese’, ma adesso anche con le maniere forti. Nelle nuove palazzine ex Iacp in via Vittorio Veneto al San Gaetano a Miano c’è stata una tentata occupazione, sventata giusto in tempo dalla polizia: alcuni ‘personaggi’ arrivavano dal rione Monterosa e Secondigliano e dalla Masseria. Subito identificati: ‘colonnelli’ scelti dalla Vanella Grassi per occupare i fabbricati popolari e presidiare il territorio. Mentre quegli edifici dovrebbero essere destinati agli abitanti del San Gaetano, perchè qui alcuni stabili sono fatiscenti. Secondo l’informativa delle forze dell’ordine, la Vanella invece vuole metterci familiari, conoscenti, insomma un esercito di soldati. Carabinieri e polizia lo hanno intuito e ora presidiano il rione con una vigilanza fissa. L’obiettivo è bloccare l’avanzata del clan. Così ora ci sono anche le ‘sentinelle’ delle forze dell’ordine.

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