L’AGGIORNAMENTO – Oltre 120.000 euro di condanna per RTI, la “Iena” Golia e i fratelli Vassallo per diffamazione

La sentenza del Tribunale di Frosinone impone un pesante esborso economico alla società del gruppo Mediaset, al giornalista e ai parenti del "sindaco pescatore" di Pollica per i servizi televisivi sull'omicidio.

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Fabio Cagnazzo e Giulio Golia
Fabio Cagnazzo e Giulio Golia

Il conto economico della diffamazione televisiva

La giustizia civile ha presentato un conto pecuniario estremamente pesante a Reti Televisive Italiane, all’inviato Giulio Golia e ai fratelli Dario e Massimo Vassallo (LEGGI L’ARTICOLO SULLA CONDANNA). Il Tribunale ordinario di Frosinone ha infatti condannato i quattro soggetti in solido al pagamento di 100.000 euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale a favore del Colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo. A questa importante cifra si somma una sanzione aggiuntiva di 20.000 euro, disposta a titolo di riparazione pecuniaria ai sensi della legge sulla stampa, che graverà esclusivamente sul giornalista Giulio Golia in quanto autore materiale dei servizi giudicati diffamatori. Inoltre, i condannati dovranno farsi carico in solido anche di 14.103 euro per le spese di lite sostenute da Cagnazzo, oltre a 1.734,30 euro per esborsi. Infine, gli stessi soggetti dovranno risarcire in solido 7.052 euro per le spese legali del co-convenuto Francesco Avallone, risultato del tutto estraneo alla diffamazione.

La suddivisione dei risarcimenti e la quota di RTI

Nella definizione dei rapporti interni tra i responsabili della diffamazione, il giudice ha stabilito precise percentuali di colpa che determinano la spartizione del risarcimento principale da 100.000 euro. Il quaranta per cento della responsabilità fa capo a RTI S.p.A., l’emittente televisiva che ha organizzato e diffuso i servizi, e un altro quaranta per cento grava su Giulio Golia. Il restante venti per cento della somma è invece suddiviso in parti uguali tra Dario e Massimo Vassallo, i fratelli del sindaco ucciso, i quali dovranno quindi rispondere personalmente per la quota di 10.000 euro ciascuno. Sulle somme risarcitorie andranno inoltre calcolati gli interessi legali e la rivalutazione monetaria a partire dal diciannove novembre del 2019, data in cui fu trasmesso l’ultimo servizio televisivo contestato.

I motivi legati a una diffamazione eccezionale

La severità economica della condanna rispecchia la gravità della condotta, che il Tribunale ha classificato come una diffamazione di eccezionale gravità. Il giudice ha evidenziato come la trasmissione “Le Iene” abbia diffuso, nell’autunno del 2019, cinque diversi servizi televisivi in grado di generare nel pubblico il forte sospetto di un coinvolgimento di Cagnazzo nel traffico di droga e nel depistaggio delle indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo. L’elevata risonanza del programma su scala nazionale, unita alla forza suggestiva del mezzo televisivo e alla reiterazione delle puntate, ha prolungato l’esposizione mediatica dell’ufficiale ledendone gravemente la credibilità professionale. Per questo motivo, oltre al risarcimento, è stata ordinata la pubblicazione a spese dei soccombenti di un estratto della sentenza sulla home page del sito internet delle “Iene” per trenta giorni consecutivi.

Chi paga le spese legali e la posizione degli intervistati

La condanna pecuniaria colpisce anche i fratelli Vassallo, ritenuti responsabili per aver formulato nei servizi allusioni dirette a Cagnazzo e per averne amplificato gli effetti diffondendo i video sui social network. Al contrario, la decisione del Tribunale esclude da qualsiasi obbligo di risarcimento Francesco Avallone, nei cui confronti è stato dichiarato il difetto di legittimazione passiva. Le dichiarazioni di Avallone si riferivano infatti all’operato dei Carabinieri in termini generali e non contenevano accuse dirette a Cagnazzo, essendo state inserite nel servizio attraverso una rielaborazione narrativa e un montaggio operato dal giornalista. Poiché Avallone è stato del tutto scagionato, le sue spese legali dovranno essere integralmente rifuse in solido da RTI, Golia e dai fratelli Vassallo.

LEGGI L’ARTICOLO SULLA CONDANNA

1 commento

  1. […] Il Tribunale ordinario di Frosinone, in composizione monocratica, ha pronunciato una sentenza di condanna per diffamazione a mezzo televisivo nei confronti di Reti Televisive Italiane, del giornalista Giulio Golia e dei fratelli Dario e Massimo Vassallo. La decisione, emessa il ventiquattro agosto scorso, accoglie parzialmente la domanda di risarcimento danni presentata dal Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Fabio Cagnazzo. Al centro del contenzioso legale vi sono cinque servizi della trasmissione Le Iene, andati in onda sull’emittente Italia uno nell’autunno del duemiladiciannove, dedicati alla ricostruzione delle indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, avvenuto nel settembre del duemiladieci (I PARTICOLARI DELLA SENTENZA). […]

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