La Juventus ha subito una pesante e inattesa sconfitta casalinga, crollando per 0-3 contro una Lazio cinica e organizzata. L’Allianz Stadium ha manifestato il proprio dissenso con fischi sonori al termine di una partita che allontana ulteriormente i bianconeri dalle posizioni di vertice della classifica. La squadra guidata da Spalletti ha mostrato evidenti difficoltà nel creare occasioni da rete, apparendo sterile e prevedibile per lunghi tratti del match.
La partita si è rivelata a senso unico. I biancocelesti hanno sbloccato il risultato dopo circa mezz’ora di gioco grazie a un preciso colpo di testa di Provstgaard, che ha sorpreso la difesa avversaria. Nella ripresa, la Lazio ha continuato a controllare il ritmo e ha trovato il raddoppio con una rapida ripartenza finalizzata da Isaksen. Nei minuti conclusivi, Dele-Bashiru ha chiuso definitivamente i conti, siglando la rete del tris che ha sancito la notte fonda per la Juventus e ha proiettato la squadra di Gattuso in vetta alla classifica, a pari punti con l’Inter.
Nel post-partita, l’allenatore biancoceleste Rino Gattuso ha commentato la prestazione ai microfoni di Dazn, spostando immediatamente i meriti sul collettivo. “I complimenti vanno fatti esclusivamente ai ragazzi. Io propongo le mie idee, ma sono loro che le mettono in pratica in campo. Si è creata una vera e propria famiglia, un gruppo coeso che per me è un piacere allenare”.
L’allenatore ha poi sorpreso tutti con una rivelazione molto personale, un retroscena inedito sulla sua carriera. “Qualche anno fa ho seriamente pensato di smettere di allenare. Non volevo più fare questo mestiere perché l’impatto sulla mia vita era diventato insostenibile”. Ha spiegato che la frustrazione accumulata durante il lavoro lo seguiva anche a casa, rendendolo costantemente nervoso a causa di atteggiamenti che non riusciva a tollerare nei suoi giocatori.
Oggi, però, il suo approccio è radicalmente cambiato. “Sono una persona diversa. Ci sono ancora due o tre principi fondamentali sui quali non transigo e si fa come dico io, senza alcuna discussione. Sul resto, però, ho imparato a gestire la rabbia e, molto spesso, sono io che mi metto in ascolto dei ragazzi”. Un cambiamento maturato anche grazie alle esperienze professionali all’estero, che lo hanno messo a contatto con mentalità differenti e arricchito il suo bagaglio umano e tecnico.
La gestione del gruppo rimane una sfida complessa ma stimolante. “Lavorare con culture diverse mi ha aiutato enormemente. Qui ogni giocatore ha un suo modo di essere e di approcciarsi al lavoro. Durante la settimana, la gestione di queste dinamiche mi impegna molto”. Gattuso ha inoltre esteso i suoi elogi alla dirigenza del club per la strategia di mercato. “Un grande plauso va fatto alla società, che è riuscita a costruire questa squadra con risorse economiche limitate. Siamo andati alla ricerca mirata di giocatori che avessero una voglia matta di venire qui”.
Infine, un monito per il futuro immediato, per evitare cali di concentrazione. “In questo momento non dobbiamo assolutamente guardare la classifica. La testa deve essere già proiettata alla prossima partita contro il Parma. Dobbiamo continuare a pensare una gara alla volta e ad allenarci con questa intensità e mentalità. Se manterremo questo standard, potremo davvero sorprendere. E speriamo di farlo a lungo”.



