La rottura tra il Lecce e Lameck Banda è diventata un caso destinato ai tribunali sportivi. Il presidente del club, Saverio Sticchi Damiani, ha ricostruito le tappe di una vicenda che ha visto il calciatore zambiano sparire dopo aver tentato senza successo di forzare una cessione.
Il rapporto tra le parti sembrava solido fino a pochi mesi fa. A maggio, il Lecce ha esercitato l’opzione unilaterale per estendere il contratto di Banda fino al 2027, un’azione formalizzata con la piena adesione del giocatore, convocato in sede per firmare la documentazione. Il presidente ha sottolineato come in quel periodo il legame fosse eccellente, tanto che a giugno il club ha concesso al calciatore un anticipo sullo stipendio per le spese del suo matrimonio.
La situazione è precipitata a luglio. Il Lecce ha ricevuto un’offerta dal club saudita Al-Fateh, giudicata però troppo bassa e “inferiore all’investimento fatto per acquistarlo”. Dopo il rifiuto della società salentina, Banda non si è presentato al raduno precampionato, rendendosi irreperibile e interrompendo ogni comunicazione.
Successivamente, il club libico dell’Al Swehli ha tentato di tesserare il giocatore come svincolato, ma la FIGC ha respinto la richiesta, confermando la validità del contratto con il Lecce. Secondo la ricostruzione del presidente giallorosso, il club libico, dopo aver visto rifiutata una prima bassa offerta d’acquisto, avrebbe orchestrato con il giocatore un piano per acquisirlo senza costi.
Il prossimo passo sarà un ricorso alla FIFA. L’Al Swehli e Banda chiederanno un “transfert provvisorio”, un meccanismo che la FIFA concede spesso in automatico per evitare di limitare il diritto al lavoro del calciatore. È quindi probabile che Banda inizi la stagione in Libia, seppur in modo che il Lecce definisce “abusivo”.
Il club salentino ha già annunciato che si rivolgerà al tribunale della FIFA per aprire un contenzioso. L’obiettivo è duplice: ottenere un cospicuo risarcimento per la rottura unilaterale del contratto senza giusta causa e chiedere sanzioni sia per il calciatore, che rischia una squalifica, sia per l’Al Swehli, che potrebbe essere escluso dal calciomercato. Il Lecce intende far valere il danno economico subito, legato alla necessità di sostituire un giocatore diventato chiave e al mancato rispetto di un investimento pluriennale.
Sticchi Damiani ha definito la vicenda una battaglia per la tutela delle regole, un precedente pericoloso che, se non sanzionato, potrebbe legittimare le società “spregiudicate” e i giocatori a non onorare i contratti. Nello spogliatoio, il comportamento di Banda ha portato alla sua esclusione di fatto dal gruppo, che segue regole interne rigide.



