Legge di Bilancio: Meloni compatta maggioranza sui tempi, 400 mln per emendamenti. Calenda da premier

Foto Mauro Scrobogna/LaPresse 29 -11-2022 Roma (Italia) Governo, Palazzo Chigi - Nella foto: il leader di Azione Carlo Calenda presenta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni le proposte di Azione sulla legge di bilancio

Nel giorno in cui la legge di bilancio viene bollinata dalla Ragioneria dello Stato e firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’invio alle Camere, la premier Giorgia Meloni compatta la maggioranza: stringe sui tempi di approvazione della manovra e porta in dote un ‘tesoretto’ di 400 milioni di euro da destinare alla copertura degli emendamenti che verranno presentati in Parlamento dalla maggioranza. Sono questi, in estrema sintesi, gli elementi che emergono al termine dell’incontro tra il presidente del Consiglio e i capigruppo di Camera e Senato dei partiti che sostengono il governo.

Al termine di una giornata che vede transitare a palazzo Chigi anche il leader di Azione Carlo Calenda, che porta le sue proposte e parla di “aperture” da parte di Meloni. Nella riunione con i capigruppo di maggioranza l’obiettivo è subito quello di scacciare lo spettro dell’esercizio provvisorio, che si materializzerebbe qualora la manovra non venisse approvato entro il 31 dicembre. Sarebbe “una sciagura”, come la definisce il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, Tommaso Foti, al termine del vertice. Ci saranno emendamenti di maggioranza ma “niente di stravolgente”, assicura per la Lega il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari.

La riunione serve anzi propio a delineare la road map fino a fine anno per evitare incidenti, vista l’agenda ingolfata della Camere a dicembre. “C’è la volontà della maggioranza di essere compatta e di arrivare all’approvazione della manovra nei tempi stabiliti”, conferma il capogruppo di FI a Montecitorio Alessandro Cattaneo, mentre la collega di palazzo Madama Licia Ronzulli garantisce che quelli azzurri “non saranno tantissimi emendamenti ma di ottima qualità”, in particolare “per la decontribuzione delle assunzioni dei giovani e sulle pensioni”. In ogni caso “un po’ tutti abbiamo convenuto che i tempi sono quelli che sono e un’autolimitazione” sugli emendamenti “è auspicabile”, chiosa ancora Foti.

Di certo aiuterà la dotazione da 400 milioni di euro per venire incontro alle richieste dei partiti di maggioranza. Resta da vedere se ci sarà spazio anche per le proposte di opposizione. Carlo Calenda lascia intendere che sia possibile: “Su molte cose abbiamo trovato un’apertura”, afferma al termine dell’incontro con la premier durato oltre un’ora e mezza, parlando “di un incontro molto positivo”, in cui “siamo entrati nel merito del provvedimento e abbiamo presentato le nostre proposte”.

Dunque “una collaborazione in Parlamento c’è, perché è nei fatti. Noi presenteremo i nostri emendamenti nonostante i tempi siano brevi, ma se si parla di un voto di fiducia allora no. Ci siamo impegnati a non fare ostruzionismo perché non intendiamo mandare il Paese in esercizio provvisorio” e perché minacciando di andare solo in piazza “l’opposizione potrebbe farla anche un bambino”, continua il leader del terzo polo, lanciando così una stoccata a Pd e M5S e assicurando però che “non c’è nessuna disponibilità da parte nostra a essere parte di questa coalizione di Governo”.

Calenda accusa poi Forza Italia.di voler “sabotare” la manovra, procurandosi la replica piccata di Ronzulli: “Appare un po’ confuso e dimentica che è seduto all’opposizione. Ci fa piacere che l’opposizione sia costruttiva ma non accettiamo lezioni di chi ha perso le elezioni ed è destinato all’irrilevanza”. Ma le polemiche non mancano neanche all’interno dello stesso fronte dell’opposizione. “Se Calenda e Terzo Polo pensano di fare da stampella al Governo e alla sua Legge di Bilancio, semplicemente non sono opposizione”, attacca il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd Matteo Ricci.

Mentre è ancor più dura la vicepresidente dem Anna Ascani: “Calenda ha chiesto voti per Draghi, li usa per fare la stampella al Governo di destra di Giorgia Meloni. É triste dover dire ‘lo avevamo detto'”. La replica del segretario di Azione arriva a stretto giro, bollando le accuse come “bambinate. L’opposizione si fa in due modi: rincorrendo 5S e Landini a chi fa prima una manifestazione o spiegando nel merito (e a saldi invariati), come faresti tu la legge di bilancio. Scelte entrambe legittime”.(LaPresse)

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