Un libro per rivivere un’impresa storica. L’ex allenatore Marcello Lippi, in un volume scritto con il giornalista Fabio Licari, ha ripercorso passo dopo passo la stagione che ha portato la Juventus a conquistare la Champions League nel 1996. Un cammino culminato nella finale di Roma contro l’Ajax, raccontato attraverso la voce del tecnico che ha guidato quella squadra sul tetto d’Europa.
Tra le pagine emergono retroscena inediti, come il discorso tenuto alla squadra prima della finalissima. Lippi ha raccontato di aver parlato ai suoi giocatori a cuore aperto, senza un testo preparato. Ha riconosciuto la forza dell’Ajax, definendoli favoriti, ma ha subito instillato il dubbio e la speranza nei suoi uomini.
L’allenatore ha evocato l’impresa dell’Italia al Mondiale del 1982 contro il Brasile, ricordando che anche le partite sulla carta più difficili possono essere vinte. “Nove volte su dieci vincono loro, ma una maledetta volta tocca a noi. Ed è questa la notte”, sono state le sue parole per caricare l’ambiente. Ha sottolineato come la squadra meritasse quel trofeo per i tifosi, che non avevano dimenticato la notte dell’Heysel, e per l’Avvocato Agnelli. Lippi ha descritto la reazione dei calciatori: immobili, silenziosi, con una concentrazione massima, pronti a entrare in campo per scrivere la storia.
Il libro offre anche uno spaccato sulla mentalità dei singoli campioni, come Alessandro Del Piero. Lippi ha ricordato un episodio emblematico: dopo un allenamento, l’attaccante è rimasto in campo da solo per provare le punizioni da una distanza quasi impossibile.
Incuriosito, il tecnico si è avvicinato e ha scoperto che Del Piero non stava semplicemente allenandosi, ma stava sperimentando una nuova tecnica di calcio. L’obiettivo era ricreare l’effetto di una punizione a due, con la palla che si alza e poi scende improvvisamente, ma da un calcio da fermo singolo. Nonostante lo scetticismo iniziale dell’allenatore, Del Piero ha mostrato una determinazione incrollabile, simbolo della fame di vittoria e della cura del dettaglio di quel gruppo.
Il racconto di Lippi si arricchisce di altri aneddoti, come i dialoghi con la dirigenza o le schermaglie a distanza con gli allenatori avversari, che restituiscono il clima di una stagione intensa e complessa. Attraverso questi ricordi, emerge il ritratto di una squadra costruita non solo sulla tecnica, ma anche su una forza mentale e una coesione straordinarie, elementi che si sono rivelati decisivi per raggiungere il trionfo europeo.







