Luis Enrique, allenatore del Paris Saint-Germain, ha commentato il sorteggio di Champions League che vedrà la sua squadra affrontare due club italiani. Per il tecnico spagnolo si tratta di un ritorno a un campionato che conosce bene, avendo allenato la Roma nella stagione 2011-2012. “Mi sono rimesso a studiare italiano”, ha scherzato in conferenza stampa.
L’ex ct della Spagna ha espresso parole di stima per la Roma, una delle sue prossime avversarie europee. “Per me la Roma rimane un bel ricordo, peccato che non giocheremo all’Olimpico, ma sarà comunque una bella partita”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto: “La Roma è migliorata molto con Gasperini e grazie al mercato, è diventata una bella squadra”.
Nel girone del PSG ci sarà anche il Como, guidato da un’altra vecchia conoscenza del calcio spagnolo, Cesc Fabregas. “Cesc sta dimostrando il suo valore anche da allenatore e sta facendo un lavoro incredibile con il Como”, ha affermato Luis Enrique. Ha poi condiviso una riflessione tattica: “Ha ragione quando dice che il gioco di posizione non c’è più, che il calcio sta cambiando con le marcature individuali. Ogni allenatore lavora in funzione di ciò che ha a disposizione”.
L’allenatore ha sottolineato la necessità di evolversi costantemente per rimanere competitivi ai massimi livelli. “Quello che facevo alla Roma, per esempio, è diverso rispetto a quello che ho fatto al Barcellona e faccio al PSG. Anche se hai vinto la Champions non hai certezze, l’importante è mantenere la mobilità del gioco e l’imprevedibilità. Serve innovare, trovare soluzioni è una cosa che mi appassiona”.
Riguardo al recente mercato del PSG, dopo alcune cessioni, si è detto soddisfatto degli innesti. “Barcola è andato via perché voleva garanzie sul minutaggio che non posso dare a nessuno. Ma sono molto contento, abbiamo preso Akliouche, Torres e Godts che ci possono dare altre soluzioni”, ha spiegato. Il club parigino, reduce da due pareggi in campionato, è alla ricerca della prima vittoria nella prossima sfida con il Monaco.
Infine, è arrivata una replica a José Mourinho, che aveva indicato Mbappé come candidato al Pallone d’Oro. “Magari posso sbagliarmi, ma per me il Pallone d’oro lo merita un giocatore del PSG, visto che abbiamo vinto la Champions League”, ha puntualizzato Luis Enrique. “Abbiamo giocatori come Dembélé che l’ha vinto l’anno scorso, oppure Ruiz che ha vinto anche il Mondiale. Ma non è un tema che mi interessi molto, perché il calcio è uno sport collettivo”.




