Mafia: sequestrati 2,5 milioni di euro ad un imprenditore nel trapanese

Operazione della Direzione Investigativa Antimafia e del Nucleo Pef della Guardia di Finanza

Foto Direzione Investigativa Antimafia/LaPresse

MILANO – La Direzione Investigativa Antimafia ed il Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Trapani hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro beni anticipato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale alla sede nei confronti di un imprenditore di Alcamo operante nel settore degli appalti pubblici e della formazione professionale. Tra i beni sottoposti a sequestro del valore complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro si annoverano 6 compendi aziendali operanti nel settore della formazione professionale, edile e del commercio, il 50% delle quote di 1 società immobiliare, 4 immobili e 6 rapporti finanziari.

Il tribunale, a seguito delle risultanze d’indagine raccolte dagli investigatori e corroborate anche dall’importante contributo di alcuni collaboratori di giustizia, ha ritenuto sussistere un adeguato compendio indiziario che ha consentito di accertare, a carico del proposto, un giudizio di pericolosità sociale di tipo ‘qualificato’ includendo lo stesso nella categoria degli indiziati di appartenere all’associazione di tipo mafioso.

L’ampio contesto indiziario ha consentito di riconoscere il medesimo quale capo di un sodalizio criminoso dedito a illeciti profitti derivanti da finanziamenti pubblici previsti in favore della formazione professionale e da pubbliche erogazioni ottenute grazie alla commissione di truffe e di illecite distrazioni patrimoniali poste in essere con la rete di società da lui gestite. In particolare, in sede investigativa erano state ricostruite alcune aggiudicazioni pubbliche a seguito delle quali doveva essere versata alla famiglia mafiosa di riferimento una percentuale fissa del 2 % rispetto al prezzo corrisposto dall’ente pubblico. Per tali ipotesi di reato il proposto nel maggio del 2016 veniva tratto in arresto e successivamente rinviato a giudizio.

(LaPresse)

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