Malagò eletto presidente FIGC: vuole Conte in panchina

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Cronache sport calcio
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Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della Federcalcio. Con una lunga esperienza da dirigente sportivo, dal Coni alla Fondazione Milano Cortina, è ora l’uomo chiamato a dare una svolta al calcio italiano. La sua presidenza si è aperta con un annuncio programmatico di forte impatto: avviare una rivoluzione azzurra puntando su Antonio Conte come commissario tecnico e Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico.

Il progetto per la Nazionale è ambizioso e ha già preso forma. La trattativa con Paolo Maldini è in fase avanzata, mentre per convincere Antonio Conte a tornare sulla panchina azzurra si dovrà lavorare sulla base della credibilità e del progetto sportivo. L’ex tecnico del Napoli è il nome preferito per guidare il nuovo ciclo e Malagò farà leva sulla propria autorevolezza per concretizzare questa scelta.

L’elezione di Malagò è avvenuta con un margine netto. Ha ottenuto il 68,58% dei voti dei delegati, superando nettamente il rivale Giancarlo Abete, fermo al 29,17%. Un risultato che ha superato le previsioni, dimostrando un consenso trasversale che è andato oltre l’appoggio iniziale di Serie A, Serie B, Calciatori e Allenatori. Il neopresidente ha ricevuto un sostegno significativo anche da una parte del mondo dei Dilettanti, tradizionalmente legato ad Abete.

Questa ampia maggioranza darà a Malagò la forza necessaria per portare avanti le riforme strutturali di cui il sistema ha bisogno. Lui stesso ha sottolineato l’urgenza di superare meccanismi come il diritto di veto, che in passato hanno bloccato iniziative cruciali per lo sviluppo del calcio. “Se non si cambia, qualcuno ci metterà nelle condizioni di cambiare”, ha dichiarato, alludendo alla necessità di un’azione decisa per evitare interventi esterni.

Un altro fronte caldo è quello politico. Il rapporto con il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, è stato segnato da recenti tensioni, in particolare dopo un provvedimento che ha sottratto risorse ai vivai della FIGC. Durante l’assemblea, diverse figure di spicco del calcio italiano hanno espresso il loro malcontento. Malagò ha ribadito la necessità di rispetto reciproco e di un coinvolgimento diretto dello sport nelle decisioni che lo riguardano.

Per sanare la frattura e avviare un nuovo dialogo, il neopresidente ha già fissato un incontro con il ministro Abodi. L’obiettivo è chiaro: voltare pagina e costruire un rapporto costruttivo con la politica, fondamentale per il futuro del calcio italiano. Come ha affermato nel suo primo discorso: “Da solo non posso fare niente, insieme possiamo fare tutto”.

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