Maldini lascia la Nazionale: rottura con la FIGC

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Cronache sport calcio
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L’avventura di Paolo Maldini e Leonardo nella dirigenza della Nazionale si è conclusa in soli sedici giorni. La rottura con i vertici federali è diventata insanabile a causa di visioni diametralmente opposte sulla scelta del nuovo commissario tecnico, portando a una separazione rapida e carica di polemiche.

Il conflitto è emerso durante la fase di negoziazione per il ruolo di ct. Maldini e Leonardo hanno spinto per un progetto a lungo termine, puntando su un profilo giovane come Andrea Pirlo per costruire l’Italia del futuro. La Federazione, invece, ha manifestato l’urgenza di ottenere risultati immediati, preferendo un allenatore di comprovata esperienza.

Dopo i rifiuti incassati da Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, nomi che avrebbero messo d’accordo entrambe le parti, la situazione è precipitata. La candidatura di Pirlo, già ritenuta una scommessa rischiosa dal punto di vista tecnico, è stata giudicata inadeguata anche sul piano politico e mediatico.

Il presidente federale ha espresso preoccupazione per la reazione degli sponsor, già scettici dopo le recenti delusioni della Nazionale. Ha quindi ribadito la necessità di un profilo affermato per garantire stabilità, bocciando di fatto la linea proposta dalla direzione tecnica. È stato lo stesso Maldini a comunicare a Pirlo, con cui aveva già avviato i contatti, l’impossibilità di procedere.

Durante l’incontro decisivo, Maldini e Leonardo hanno chiesto spiegazioni sulla bocciatura di Pirlo e hanno minacciato le proprie dimissioni, rendendo evidente la frattura. Ogni tentativo di mediazione è risultato vano, nonostante siano state valutate altre opzioni come Thiago Motta e Daniele De Rossi.

La Federazione ha rilanciato con le candidature di Roberto Mancini e Antonio Conte, entrambi ex ct disponibili. Tuttavia, la direzione tecnica ha sollevato perplessità su entrambi. Per Mancini, si è posta una questione di opportunità legata al suo recente e brusco addio alla Nazionale; per Conte, le riserve riguardavano il suo stile di gioco e la tendenza a non rimanere a lungo nello stesso ruolo.

Di fronte all’impossibilità di trovare una sintesi, Maldini e Leonardo hanno preso atto della mancanza di autonomia decisionale e di fiducia reciproca, elementi per loro imprescindibili. Hanno quindi confermato la volontà di farsi da parte, ritenendosi non adatti a portare avanti il progetto a queste condizioni.

La Federazione ha accettato la decisione, pur con rammarico per un progetto in cui aveva investito. Ora si dovrà ripartire da zero, sia per la scelta del direttore tecnico sia per quella del commissario tecnico. Si va verso una rescissione consensuale del contratto, unico punto su cui le parti sembrano aver trovato un’intesa.

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