Marina militare, Isola d’Elba: rimossi d’urgenza gli ordigni di guerra

Si è conclusa nelle acque dell'Isola d'Elba una complessa operazione subacquea. Per neutralizzare due pericolosi ordigni esplosivi

MILANO (LaPresse) – Marina militare, Isola d’Elba: rimossi d’urgenza gli ordigni di guerra. Si è conclusa nelle acque dell’Isola d’Elba una complessa operazione subacquea. Per neutralizzare due pericolosi ordigni esplosivi da parte dei palombari del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comando subacquei e incursori della Marina militare (Comsubin). Distaccati infatti presso i Nuclei Sdai(Sminamento difesa antimezzi insidiosi) della Spezia. Lo fa sapere la Marina Militare. L’intervento d’urgenza, richiesto dalla Prefettura di Livorno a seguito della segnalazione da parte di un subacqueo sulla presenza di probabili residuati bellici, è avvenuto grazie al supporto di Nave Pedretti. Unità della Marina militare dotata di camera di decompressione multiposto.

Le operazioni degli uomini del Gos hanno permesso di rinvenire, a Punta delle Cannelle, una mina ormeggiata modello P5 alla profondità di 40 metri. E anche un proiettile di grosso calibro alla profondità di 26 metri. Al termine di cinque giorni di delicate operazioni subacquee gli ordigni esplosivi sono stati rimossi. Trasportati nelle aree di sicurezza individuate dalla competente Autorità marittima. E distrutti dagli operatori del Comsubin attraverso le tecniche consolidate che preservano l’ecosistema marino.

Marina militare, Isola d’Elba: rimossi d’urgenza gli ordigni di guerra

“Grazie al supporto di Nave Pedretti, siamo intervenuti effettuando immersioni a profondità considerevoli. Allo scopo di verificare le diverse segnalazioni pervenuteci. Oltre ai 4 contatti risultati non pericolosi, sono stati individuati e neutralizzati una mina ormeggiata. Contenente 200 Kg di esplosivo. Ed un proiettile da 175 mm”. Ha dichiarato al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo Sdai della Spezia, tenente di vascello Angelo Pistone.

“Mi preme raccomandare – ha continuato il responsabile delle operazioni – a chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso. Di non toccarli o manometterli in alcun modo. Denunciandone il ritrovamento, il prima possibile. Alla locale Capitaneria di porto o alla più vicina stazione dei carabinieri. Così da consentire l’intervento dei palombari di Comsubin per rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”.

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