Miccoli chiude un cerchio: l’addio al calcio al Barbera

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Cronache sport calcio
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Fabrizio Miccoli è tornato a parlare del suo legame con Palermo in vista della partita di beneficenza che segnerà il suo addio al calcio giocato, a oltre undici anni dalla sua ultima apparizione con la maglia rosanero. L’evento si terrà allo stadio Barbera e avrà uno scopo preciso. “È la serata giusta per chiudere un cerchio”, ha dichiarato l’ex capitano. “Più che un addio al calcio, è l’occasione per fare qualcosa di importante con la Fondazione Falcone, con cui mi onoro di collaborare”.

L’obiettivo della serata è raccogliere fondi per costruire un campo da calcio nel quartiere della Kalsa, un’iniziativa volta a offrire un’alternativa ai giovani. Questo evento segna anche una tappa fondamentale nel percorso personale di Miccoli, un percorso segnato da errori, come le intercettazioni in cui ha offeso la memoria di Giovanni Falcone, e da una condanna per estorsione che lo ha portato in carcere. Un passato per cui ha chiesto scusa e pagato il suo conto con la giustizia.

Il rapporto con la città è rimasto complesso ma intenso. “Ogni volta che torno qua c’è prima di tutto amore nei miei confronti, ed è reciproco”, ha spiegato Miccoli. “C’è chi mi ha capito e perdonato subito, chi ha avuto bisogno di tempo, chi ancora non lo ha fatto. Io ho messo un punto e adesso mi interessa lavorare con la Fondazione Falcone”.

Durante l’intervista, l’ex attaccante ha ripercorso i momenti chiave delle sue sei stagioni a Palermo. Tra i ricordi più belli ha scelto il suo centesimo gol in Serie A, segnato nel derby contro il Catania nel 2012. Non sono mancate le amarezze. “Due momenti sullo stesso piano. La partita pareggiata con la Sampdoria nel maggio 2010, se non mi fossi rotto il crociato saremmo andati in Champions. E poi la finale di Coppa Italia persa con l’Inter nel 2011”.

Su quest’ultimo episodio, il rammarico è ancora vivo. “Delio Rossi non mi ha mai detto perché mi fece partire dalla panchina”, ha confessato, lasciando intendere una ferita mai del tutto rimarginata. Miccoli ha espresso anche una certa nostalgia per un calcio basato su rapporti umani più intensi, anche se ha riconosciuto che a Palermo il calore dei tifosi è ancora forte, alimentato dalla voglia di Serie A.

L’ex bomber ha inoltre commentato la squadra attuale, che ha osservato dalla tribuna. Ha lodato il potenziale tecnico e mentale del gruppo e ha individuato in Vavassori un giocatore di grande prospettiva. Il suo presente nel calcio, invece, è legato al Salento, dove ha fondato una squadra femminile a San Donato di Lecce, i cui colori sociali sono, non a caso, il rosa e il nero.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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