Milan, Boto elogia Amorim: ‘Ha un calcio speciale’

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Un incontro cordiale, segnato da sorrisi e da una lunga amicizia, si è svolto in Portogallo. Durante il Portugal Football Summit a Oeiras, le telecamere hanno immortalato un colloquio informale tra il nuovo tecnico del Milan, Ruben Amorim, e il direttore sportivo del Flamengo, José Boto. Il nome del dirigente portoghese non è nuovo agli ambienti rossoneri: in passato, fu uno dei profili proposti a Gerry Cardinale durante la rivoluzione dirigenziale del club.

L’ipotesi di un suo approdo a Milano, circolata durante un casting per il ruolo di direttore sportivo, non si è mai trasformata in una trattativa concreta. La ricerca di una figura apicale per l’area sportiva, tuttavia, non si è conclusa. Il club continua a lavorare per definire una struttura di livello mondiale e il profilo di Markus Krosche rimane tra i preferiti per il ruolo di Head of Football.

Intervistato a margine dell’evento, Boto ha speso parole di grande stima per il suo connazionale. Ha definito il suo approccio ‘un calcio speciale’ che, però, ‘ha bisogno di tempo e di giocatori giusti’. Una filosofia che deve fare i conti con le esigenze di un grande club: ‘Chiaro che il Milan deve vincere obbligatoriamente, ma c’è bisogno di tempo perché lui si adatti e i suoi giocatori si adattino al suo gioco’.

Secondo il DS del Flamengo, la pazienza sarà dunque un fattore chiave. Se alla guida tecnica verrà concesso il tempo necessario per implementare le sue idee, il risultato sarà estremamente positivo per il club. ‘Questo sarà buono per il Milan perché finalmente potrà, dopo Stefano Pioli, lottare per qualcosa di importante’, ha concluso Boto, promuovendo di fatto il nuovo corso tecnico rossonero.

Infine, il dirigente ha parlato del proprio futuro, non nascondendo il suo fascino per il campionato italiano. Pur sottolineando il suo forte legame contrattuale con il Flamengo, un club che ha definito ‘enorme’ e un”esperienza di vita’, ha lasciato una porta aperta. ‘Per un giorno in cui dovessi tornare in Europa, il calcio italiano mi affascina’.

La ragione di questa preferenza risiede nella valorizzazione del suo ruolo professionale nel nostro paese. ‘Penso che la figura del direttore sportivo sia molto valorizzata in Italia, più che in altri paesi, e mi piacerebbe, chiaro, lavorare nel calcio’. Una dichiarazione che suona come una candidatura per il futuro, mentre il presente lo vede impegnato nel progetto del club di Rio de Janeiro.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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