Il Milan ha iniziato la stagione con l’obiettivo di competere su tutti i fronti, ma una delle promesse estive della dirigenza attende ancora di essere mantenuta: l’impiego dei giovani talenti del vivaio. Francesco Camarda e Mattia Comotto, due dei gioielli più brillanti del settore giovanile rossonero, non hanno ancora collezionato un singolo minuto in gare ufficiali, una situazione che inizia a far discutere.
La gestione del tecnico Rúben Amorim è stata finora impeccabile sotto il profilo dei risultati, con una squadra che ha mostrato solidità e capacità di adattamento. Tuttavia, questa ricerca costante della vittoria ha portato l’allenatore portoghese a fare affidamento su un gruppo ristretto di titolari, limitando di fatto le opportunità per le seconde linee e, soprattutto, per i più giovani. Il caso di Christian Pulisic, tenuto a riposo per ritrovare la forma migliore, dimostra un approccio cauto, ma la situazione dei due ragazzi del vivaio risponde a logiche diverse, legate a gerarchie e opportunità.
Per Mattia Comotto, centrocampista di grande prospettiva, la strada verso il campo appare complessa. Nelle gerarchie di Amorim, si trova alle spalle di giocatori di esperienza e qualità come Luka Modrić e Ylber Jashari, considerati pilastri del reparto mediano. Scalzare elementi di tale calibro richiede non solo talento, ma anche la giusta occasione per mettersi in mostra, un’occasione che finora non si è presentata.
Discorso parzialmente diverso per Francesco Camarda. L’attaccante, che ha infranto ogni record a livello giovanile, ha davanti a sé il solo Gonçalo Ramos nel ruolo di punta centrale. Se da un lato la concorrenza è numericamente inferiore, dall’altro l’attaccante portoghese rappresenta l’investimento principale del club e il perno dell’attacco. Sostituirlo, anche solo per uno spezzone di partita, è una decisione che Amorim dovrà ponderare con attenzione.
La scelta di trattenere entrambi i giocatori a Milanello, rifiutando le numerose richieste di prestito arrivate durante l’estate, è stata una precisa volontà della proprietà, con Gerry Cardinale in prima linea. La filosofia del club è chiara: i migliori talenti devono crescere in casa, a contatto con la prima squadra, per assorbirne la mentalità e le metodologie di lavoro. Ora, però, a questa scelta strategica devono seguire i fatti, perché un percorso di crescita non può prescindere dal tempo di gioco.
Il calendario potrebbe presto venire in soccorso. La partita casalinga contro il Lecce, in programma il 20 settembre, è cerchiata in rosso da molti osservatori come il momento ideale per il debutto. Una sfida a San Siro, contro un avversario sulla carta più abbordabile, potrebbe rappresentare il contesto perfetto per concedere minuti preziosi senza eccessive pressioni. Sarà il vero banco di prova per capire se la “linea verde” del Milan è una reale strategia di campo o, per ora, solo una dichiarazione d’intenti.






