Da colonna portante a semplice comparsa. La stagione di Matteo Gabbia al Milan ha preso una piega inaspettata, trasformando il vicecapitano rossonero in una figura ai margini delle rotazioni. I numeri testimoniano un cambiamento drastico: appena 17 minuti disputati in campionato, frutto di due brevi ingressi dalla panchina contro Torino e Venezia.
Questa situazione segna una netta rottura con il passato recente. Nella scorsa stagione, Gabbia è stato il settimo giocatore più utilizzato della rosa con 31 presenze, di cui 29 da titolare, confermandosi un punto di riferimento per la difesa. Un ruolo consolidato anche nell’annata precedente, chiusa con 35 partite giocate.
All’origine della sua involuzione ci sono state cause di natura fisica. Un’insidiosa infiammazione alla caviglia, emersa durante la preparazione estiva, ha condizionato il suo avvio di stagione. Sebbene il problema sia stato risolto dal punto di vista medico, ha lasciato strascichi sulla sua condizione atletica, impedendogli di allenarsi al meglio e di partire alla pari con i compagni.
A questo ritardo di preparazione si sono aggiunte le nuove scelte tecniche del tecnico Rúben Amorim. L’allenatore ha ridisegnato la difesa, individuando in Koni De Winter il nuovo perno centrale. Il belga, che in passato agiva prevalentemente sul centrodestra, è stato spostato al centro per sfruttare la sua maggiore rapidità nei movimenti.
Questa scelta tattica ha penalizzato Gabbia, considerato dal tecnico più abile nell’impostazione con i piedi ma al contempo più macchinoso nelle brevi distanze. In un reparto come la difesa centrale, dove l’affiatamento e la continuità dei meccanismi sono fondamentali, recuperare posizioni è diventato complesso per il difensore italiano, che ha saltato per infortunio la sfida con la Juventus e ha poi collezionato tre panchine consecutive tra campionato ed Europa League.
Il futuro, tuttavia, potrebbe riservare nuove opportunità. L’intenso calendario di partite concentrate nelle prossime settimane costringerà Amorim a una maggiore rotazione degli uomini a sua disposizione. Questo scenario dovrebbe garantire anche a Gabbia la possibilità di tornare in campo e dimostrare il suo valore.
Il suo recupero non rappresenta solo un’alternativa tattica, ma anche il ritorno di una figura chiave per lo spogliatoio. In un Milan che ha vissuto profondi cambiamenti, Matteo Gabbia rimane uno dei pochi elementi di continuità, un leader silenzioso il cui contributo va oltre le semplici prestazioni sul terreno di gioco.





