Adriano Galliani ha sempre distinto due epopee nella storia del club rossonero: quella degli “Immortali” di Arrigo Sacchi e quella degli “Invincibili” di Fabio Capello. A unirle, una figura chiave: il capitano Franco Baresi, che nel suo libro “Libero di sognare” ha ripercorso la nascita di quelle squadre leggendarie.
Secondo il ricordo di Baresi, un momento fondamentale è stato il successo per 5-0 contro il Real Madrid nell’aprile del 1989. “Forse abbiamo cominciato a diventare Invincibili in quella partita”, ha dichiarato il capitano. “Dominammo sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico, fisico e mentale. Arrigo Sacchi la definì la partita perfetta”.
In quella semifinale di Coppa dei Campioni, il Milan ha espresso un calcio rivoluzionario, basato su un pressing asfissiante e sulla tattica del fuorigioco, con Baresi a guidare la difesa. “Ero un libero liberato, in totale controllo”, ha spiegato. “Non avvertivo nemmeno la stanchezza, sospinto dall’entusiasmo di San Siro. Sembrava respirassimo assieme, come fossimo un corpo unico”.
La naturale conseguenza di quella prestazione è arrivata nella finale di Barcellona contro la Steaua Bucarest, vinta per 4-0. “Eravamo campioni d’Europa, dopo vent’anni”, ha ricordato Baresi. “Da capitano fui il primo ad alzare la coppa. Ho compreso appieno la grandezza di quel momento solo a distanza di tempo, una volta terminata la carriera”.
Dopo i trionfi degli “Immortali” di Sacchi, la squadra è passata sotto la guida di Fabio Capello, dando inizio all’era degli “Invincibili”. Baresi ha spiegato il cambiamento: “Capello, partendo dalla base lasciata da Sacchi, trovò il modo di darci ancora più solidità difensiva. Ci trasmise grande concretezza e ci diede maggiore responsabilità”.
Una delle innovazioni tattiche decisive è stata l’attenzione alla marcatura in area. “Apprendemmo l’importanza di non perdere mai di vista l’avversario, evitando di farsi distrarre dalla palla. Un aspetto fondamentale per una difesa a zona”, ha sottolineato Baresi.
I risultati sono stati straordinari. Con Capello, il Milan ha stabilito una striscia di 58 partite consecutive senza sconfitte in campionato, tra il maggio 1991 e il marzo 1993. Inoltre, ha fissato un record di imbattibilità di 929 minuti in Serie A, con Sebastiano Rossi in porta tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994.
Nelle cinque stagioni con Capello in panchina, il club ha vinto quattro scudetti, una Champions League, una Supercoppa Europea e tre Supercoppe Italiane. La rosa è stata rinforzata con l’inserimento di campioni come Boban, Savicevic, Papin, Desailly e Weah.
Nonostante i nuovi arrivi, Baresi ha sempre evidenziato il legame speciale con il reparto difensivo storico. “Mi sento legato in modo indelebile alla linea che componevo con Tassotti, Maldini, Filippo Galli e Costacurta. Giocammo assieme per circa un decennio, trovando un’unità di intenti che resta la massima espressione dell’essere una squadra: ognuno rendeva migliore l’altro”.
Una leadership riconosciuta anche dal suo primo mentore, Arrigo Sacchi, che lo ha definito “monumentale”. “Franco è il coraggio, trasmette calma e forza a tutti”, ha dichiarato Sacchi. “La maglia del Milan gli è entrata sotto la pelle”.




