La trattativa per il trasferimento di Santiago Gimenez dal Milan al Porto non è ancora giunta a una conclusione. Contrariamente a quanto riportato da alcune fonti portoghesi, che davano per imminente la chiusura dell’affare, dal club rossonero è filtrata una netta smentita: l’accordo tra le parti sarebbe ancora lontano dall’essere definito.
Il Porto, guidato in panchina da Francesco Farioli, ha individuato nel nazionale messicano il rinforzo ideale per il proprio reparto offensivo e ha già incassato da giorni il consenso del giocatore a un’esperienza nel campionato portoghese. Forte di questo accordo, il club ha presentato una prima offerta ufficiale al Milan, basata su una formula di prestito con diritto di riscatto, che è stata però immediatamente respinta dalla dirigenza milanista.
La posizione del Milan è infatti molto chiara e dettata da precise esigenze di bilancio. Il club ha effettuato un investimento significativo per l’attaccante nel febbraio 2025, acquistandolo a titolo definitivo dal Feyenoord per 32 milioni di euro più bonus e blindandolo con un contratto fino al 30 giugno 2029. L’idea del patron Gerry Cardinale è di recuperare buona parte di quella spesa, evitando formule che non garantiscano un introito certo.
Di conseguenza, per cedere Gimenez il Milan ha posto due condizioni alternative. La prima è una cessione a titolo definitivo a una cifra vicina a quella dell’acquisto; la seconda, più probabile, è un prestito oneroso con obbligo di riscatto fissato a una somma compresa tra 20 e 25 milioni di euro. Questa seconda opzione permetterebbe al Porto di dilazionare il pagamento e al Milan di rientrare ampiamente dall’investimento.
L’avventura del ‘Bebote’ in maglia rossonera sembra comunque destinata a finire dopo una sola stagione, caratterizzata da un rendimento al di sotto delle aspettative con un bottino di soli 7 gol in 37 partite. Nelle prossime ore sono previsti nuovi contatti tra le società per provare a limare le distanze e trovare finalmente la fumata bianca.




