Milan, svolta tattica: possesso palla e pressing

96
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

La partita contro il Torino ha mostrato un Milan profondamente diverso da quello della stagione passata, con una nuova filosofia di gioco. La scena simbolo è arrivata dopo appena dodici secondi dal fischio d’inizio: al calcio d’avvio battuto dai granata, la squadra rossonera ha risposto con un’aggressione immediata, portando quattro giocatori nell’area avversaria per recuperare il pallone.

Questo episodio ha rappresentato il manifesto del nuovo corso tecnico guidato da Amorim. La squadra ha dimostrato di voler tenere il pallone e difendere in avanti, un approccio opposto a quello della gestione Allegri. I dati confermano questa svolta: dopo mezz’ora di gioco, il possesso palla ha toccato il 78%, per poi assestarsi al 59% a fine gara, un valore nettamente superiore al 52% di media della scorsa stagione. Nel solo primo tempo, il Milan ha effettuato dieci tiri dall’interno dell’area di rigore, una statistica che evidenzia un atteggiamento più propositivo.

Il contrasto con il passato è evidente in ogni aspetto. La precedente gestione privilegiava una difesa bassa e lasciava spesso l’iniziativa agli avversari, concentrandosi sulla minimizzazione dei rischi. Il nuovo allenatore ha invece dichiarato fin dalla sua prima conferenza stampa l’intenzione di “controllare il pallone”. La filosofia di Amorim accetta i rischi collaterali di un gioco offensivo, dando priorità alla produzione della squadra piuttosto che alla sola limitazione degli errori individuali.

La nuova visione si riflette anche nelle scelte dei singoli calciatori. Giocatori come Musah e Chukwueze, che un anno fa erano stati lasciati ai margini, sono stati scelti come titolari. Questa decisione non sembra essere una soluzione temporanea, ma una precisa indicazione tecnica sul loro ruolo centrale nel progetto. Anche l’approccio verso campioni come Leão è cambiato: dalla posizione di giocatore quasi intoccabile, è stato messo in competizione con altri elementi della rosa.

Il cambiamento impresso non implica necessariamente un giudizio di valore sulla squadra, che non è automaticamente migliore o peggiore di quella precedente. È semplicemente diversa, più incline al rischio, all’attacco e alla sperimentazione, un approccio che appare più in linea con la tradizione del club. Le parole del presidente Cardinale a inizio stagione, “Giochiamo per vincere, non per non perdere”, sembrano trovare piena corrispondenza nella nuova direzione intrapresa.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome