Marcus Pedersen è pronto per la sfida da dentro o fuori che attende la sua Norvegia contro la Costa d’Avorio. Con Julian Ryerson in dubbio, l’esterno del Torino si candida per una maglia da titolare negli ottavi di finale del Mondiale. Il morale è alto, dopo aver segnato il suo primo gol in Coppa del Mondo, e la voglia di continuare il cammino è palpabile.
L’avversario sarà la Costa d’Avorio, una squadra che il giocatore ha descritto come “una formazione fisica e forte”. Ha poi aggiunto: “Mi aspetto una partita aperta, nella quale tutto sarà possibile, ma la Norvegia ci crede”. Dopo la sconfitta contro la Francia, la squadra è concentrata solo sull’essere ancora in corsa.
“Il risultato con la Francia non è stato quello che volevamo, ma la cosa più importante è che siamo ancora vivi”, ha spiegato Pedersen. “Ora iniziano le partite a eliminazione diretta e ci siamo preparati bene”. Il gruppo non avverte una pressione eccessiva, ma piuttosto il grande sostegno dei tifosi e di tutto il Paese.
La sfida si preannuncia difficile contro le individualità ivoriane. Uno degli osservati speciali sarà Ousmane Diomande. “È veloce, forte, un giocatore di qualità. Dovremo prepararci bene ed essere pronti mentalmente per affrontarlo”, ha analizzato Pedersen. “Per fortuna anch’io ho velocità, quindi posso provare a contrastarlo. Sarà una grande sfida”.
L’esperienza accumulata in Serie A si è rivelata fondamentale per la crescita del giocatore, specialmente in difesa. “In Italia, soprattutto contro le grandi squadre, trovi giocatori di livello internazionale: attaccanti forti, veloci, bravi nell’uno contro uno”, ha commentato l’esterno. “Le tre stagioni giocate lì mi hanno aiutato ad affrontare duelli simili a quelli del Mondiale”.
Pedersen ha definito quella appena conclusa come la sua miglior stagione, sottolineando i progressi compiuti soprattutto nella seconda parte dell’anno. Ha anche raccontato le difficoltà iniziali nell’adattarsi a una nuova cultura e a un calcio diverso in Italia, ma ora sente di aver fatto grandi passi avanti e di aver raccolto i frutti del suo lavoro.
Infine, ha ribadito come lo spogliatoio norvegese abbia l’attenzione rivolta solo alla prossima partita. “Per chi è fuori è normale sognare, ma dentro la squadra ragioniamo partita per partita. Se inizi a pensare già alla semifinale, perdi concentrazione sulla gara che devi giocare”.










