Mozambico, 12 persone uccise da islamisti in un villaggio

Colpita un'area che le forze di sicurezza non stavano pattugliando

Al-Qaeda fighters in the Levant, while Rabat on the front of the Nubbol and Zhraa in Aleppo, to fight the Shiites of Hezbollah and Iran. (Photo by Ibrahim Khader / Pacific Press) Lapresse Only italySiria: liberi combattenti dell'esercito nella lotta ISIS

Maputo (LaPresse/AFP) – Dodici persone sono state uccise nel nord del Mozambico durante un attacco condotto da islamisti. Venerdì all’alba “c’è stato un attacco in un villaggio nel distretto di Nangane, in un’area dove le forze di sicurezza non stavano pattugliando. Gli aggressori hanno ucciso 12 persone, tra cui donne e bambini”, ha detto ad AFP un agente di polizia della provincia di Cabo Delgado.

Anche in Tunisia è tornata la paura, con una donna kamikaze che si è fatta esplodere nella capitale

Torna la paura nel cuore di Tunisi. Una donna kamikaze si è fatta esplodere alle 13.55 dello scorso 29 ottobre nella centralissima avenue de Bourguiba, fra le arterie più frequentate della capitale tunisina, davanti al teatro municipale. Non sono stati registrati morti oltre all’attentatrice. Il bilancio, fornito dal ministero dell’Interno, è di nove feriti, di cui otto poliziotti e un civile, ora in ospedale. Dalle ricostruzioni, pare che la donna si sia fatta saltare in aria dopo essersi avvicinata a dei veicoli della polizia. Il tutto mentre era in corso una manifestazione.

È il primo attentato che scuote la capitale dal 2015. L’ultimo risaliva infatti al 24 novembre di quell’anno, quando un kamikaze si fece esplodere prendendo di mira un bus della Guardia presidenziale su avenue Mohammed V, anche in quel caso in pieno centro, davanti alla ex sede del partito di Ben Ali, il Rassemblement constitutionnel démocratique (Rcd) dissolto dopo la rivoluzione del 2011. Quell’attacco, in cui rimasero uccisi 12 agenti, era stato rivendicato dall’Isis, come pure lo erano stati i due precedenti del 2015: l’attentato del 18 marzo al museo del Bardo e quello del 26 giugno su una spiaggia di Sousse. A marzo del 2016, poi, decine di jihadisti entrati in Tunisia dalla Libia avevano provato senza successo a prendere il controllo delle postazioni delle forze di sicurezza nella regione di Ben Guerdane, nel sud, con un attacco che aveva causato 20 morti. Tutti fatti che avevano inferto un duro colpo al turismo, importante voce di entrate nell’economia tunisina.

Chiara Troiano

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